Il trionfo di Martina Fanunza, campionessa italiana Cadette sui 100 rana

I dettagli fanno la differenza, così come la determinazione incrollabile che porta a non darsi mai per vinti. Determinazione che non manca a Martina Fanunza che, ieri a Riccione, ha conquistato il titolo italiano sui 100 rana della categoria Cadette in vasca corta con il nuovo personale di 1’07’’56. La portacolori della Promogest, seguita dal tecnico Nicola Pau 51 anni, ha avuto la meglio su Irene Mati (Rari Nantes Florentia) seconda in 1’07’’59 e su Mia Franco (Qswim) in 1’07’’76. Un titolo italiano che proietta la diciassettenne di Quartu verso scenari sempre più prestigiosi, frutto di una nuova consapevolezza del suo percorso.

La cronaca

Fanunza ha un ottimo stato di forma e si presenta con il sesto accredito. Ai campionati italiani, però, le liste di partenza contano relativamente e gli atleti sono consapevoli che tutto può accadere. Corsia due per lei, concentrazione massima: le avversarie partono subito molto decise, senza perdersi in tatticismi. Fanunza nuota un primo 50 ben dosato, senza farsi trascinare ma con ottima incisività passando in terza posizione a metà gara in 32’’16. Nel secondo 50 comincia la sua progressione che la porterà a salire sul tetto d’Italia: inizia a rullare la sua rana in maniera sempre più vigorosa metro dopo metro, alla virata poco prima dell’ultima vasca è in seconda posizione, con la coda dell’occhio osserva la sua diretta rivale per il titolo e capisce di potersi giocare le sue carte. Gli ultimi 5 metri sono letteralmente al cardiopalma, Fanunza dà fondo a tutte le energie rimaste e per tre centesimi – letteralmente un’inezia – ha la meglio su Irene Mati che deve accontentarsi della piazza d’onore. Per l’allieva di Nicola Pau, oltre alla gioia per il titolo italiano, arriva anche un netto miglioramento di oltre un secondo.

Il commento

La soddisfazione è tanta per un risultato che proietta ancora una volta la Sardegna ai vertici del nuoto italiano. «Non potevamo di certo prevedere la vittoria ma sapevamo che Martina valesse il tempo che poi le ha permesso di vincere, gli allenamenti ci hanno dimostrato che le sue condizioni fossero molto buone», il commento del suo tecnico Nicola Pau, presidente della Promogest. «Questo titolo italiano di categoria è un tassello importante nel percorso di Martina», aggiunge Pau che segue Fanunza da 4 anni. «Sta crescendo giorno dopo giorno e sta avendo più fiducia nei suoi mezzi, superando le proprie paure. Questo è fondamentale per poter raggiungere traguardi importanti».

Gli altri sardi

Ottimi risultati arrivano anche dagli altri nuotatori sardi impegnati nella rassegna tricolore giovanile: Silvia Piras dell’Esperia coglie un ottimo quinto posto sugli 800 stile libero annata 2010, nella categoria Ragazze, in 8’58’’63 migliorandosi di oltre cinque secondi e siglando il nuovo record regionale di categoria. Sui 1500 stile ottimo nono posto per Carla De Santis (Sport Full Time Sassari) tra le Juniores annata 2008 con il tempo di 17’14’’95, sui 200 misti Cadette Margherita Sanna dell’Esperia è trentaquattresima in 2’21’’09, sempre sui 200 misti Cadette – annata 2009 – ottima prova per una Matilde Mascia in crescita diciassettesima con il nuovo personale di 2’22’’83, sui 200 misti Ragazze annata 2010 venticinquesimo posto per Elena Gaia dell’Esperia in 2’28’’58. Bene ancora Silvia Piras dell’Esperia sui 200 stile tra le Ragazze annata 2010 che con 2’07’’05 si posizione decima  siglando il suo personale, buona prova per Maria Domenica Cossu (Acquasport) che sui 200 stile Juniores annata 2009 coglie il diciannovesimo posto in 2’06’’33, sui 100 rana Cadette Margherita Sanna dell’Esperia è quarantatreesima in 1’13’’38, sui 100 rana tra le Juniores annata 2009 Matilde Mascia dell’Atlantide è ventesima in 1’14’’09.

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Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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