Covid Freestyle Challenge: rispondere con le rime alla pandemia

Sono giorni noiosi, ripetitivi, prevedibili, dove siamo chiusi in casa a ingannare il tempo e a fissar le lancette in attesa che questa clausura finisca e si possa tornare a ciò che definiamo normalità. La tecnologia ci tiene in contatto con gli altri in un mondo social che, forse, sta finalmente elevando il suo ruolo, rendendosi una volta tanto veramente utile. Grazie all’interconnessione infatti ci sentiamo vicini nonostante l’isolamento e riusciamo a continuare parzialmente le nostre passioni e interessi, con l’intenzione di arrivare il prima possibile a fine giornata. Non è da meno il mondo del rap che, bloccato nei suoi concerti e instore che avrebbero riempito questi mesi primaverili, si dimostra versatile e capace di resistere a tutte le avversità grazie alle sue caratteristiche.

E’ infatti partita una sfida sul famoso social Instagram che riguarda i cantanti del genere e a cui si partecipa scrivendo una strofa da un minuto sulla base che più si preferisce tenendo come tema il motivo per cui siamo chiusi fra quattro mura: il coronavirus. A far partire la Covid Freestyle Challenge, questo il nome della sfida, è stato il rapper Emis Killa,  uno degli esponenti più rispettati della genere, che ha fatto si che si generasse una reazione a catena pubblicando il primo freestyle a tema e nominando a sua volta 3 rapper che potessero fare altrettanto. Da lì in poi il “contagio” è stato velocissimo ed è arrivato agli esponenti più diversi della disciplina sia per quanto riguarda lo stile sia per lo status e la provenienza degli artisti.

Questa catena di Sant’Antonio a fin di bene ha spopolato in quest’ultima settimana sul social fotografico ricevendo una grande adesione ma andando piano piano a differenziarsi nel fine. Si è passati infatti dal solo freestyle a tema coronavirus alla diversificazione dei video e degli intenti stessi che portavano gli artisti a cimentarsi. Per molti è diventato più un’occasione per mettersi in mostra che una effettiva partecipazione all’iniziativa di sensibilizzazione, mettendo sempre di più il tema del coronavirus più in secondo piano. E’ così che l’iniziativa ha ricevuto delle critiche non tanto per l’idea iniziale di Emis Killa ma più per la piega meno incentrata sulla questione che ha iniziato a prendere.

Colui che ha fatto sentire il suo dissenso in maniera più evidente è stato Jamil, rapper veronese ormai conosciuto ai più per la schiettezza con cui si relaziona agli altri attori della scena non temendo il confronto nonostante la giovane esperienza maturata a livello nazionale. Nel suo freestyle infatti, Jamil canta senza base e con un tono molto serio, criticando le scelte dei suoi colleghi e riportando il discorso sul piano della tragedia, citando tra le altre cose persone che purtroppo non sono riuscite a sconfiggere questo virus e tessendone le lodi. Un approccio opinabile quello del rapper veneto ma che evidenzia la moltitudine di voci e pensieri che esistono nella scena rap italiana oggigiorno.

Differente invece è l’interpretazione della challenge offerta da Clementino, rapper napoletano ormai veterano della disciplina e totalmente impresso nella memoria del grande pubblico anche per la partecipazione a Sanremo di qualche anno fa’. L’artista originario di Nola ha infatti voluto creare un piccolo sketch con la madre prima di iniziare il suo freestyle, stemperando un po’ la tensione e continuando la canzone con tematiche leggere e rime divertenti. Sicuramente un approccio più leggero ma non per questo scorretto.

Ancora, c’è stato chi ha utilizzato quest’occasione per dimostrare la sua tecnica e bravura e magari ritagliarsi una meritata fetta di pubblico maggiore. E’ questo il caso di artisti come Nerone, Warez, Nayt e Junior Cally che si sono esibiti in freestyle dai toni diversi ma tutti ottimamente composti ed efficaci. A seconda delle caratteristiche del cantante abbiamo visto interpretazioni più tecniche, o con maggiore attenzione al flow o al messaggio.

Infine c’è chi ha cercato di utilizzare questa iniziativa per viversi direttamente meglio la propria quarantena e passare le giornate in modo produttivo. Questi artisti in particolare hanno abbracciato l’iniziativa per poi continuare a far uscire nuove performance giorno dopo giorno, regalando tanta ottima musica ai fruitori del genere. Rientrano in questa categoria l’Elfo, rapper catanese che proviene dalle battle di freestyle ma dotato di un’ottima penna, Giovane Feddini, mc padovano molto capace e con un’attitudine che ricorda quella dei vecchi Club Dogo ma con una freschezza moderna, Drimer, freestyler di Trento facente parte della Freestyle Elite Agency, che riunisce i migliori freestyler italiani al momento, dotato di un’ottima capacità di scrittura e di argomentazione delle proprie idee.

Per quanto riguarda la Sardegna, le menzioni degne di nota, oltre ai freestyle di pesi massimi del genere come Salmo ed En?gma, sono quelle di Riky, rapper asseminese dotato di un’ottima tecnica e che può vantare nel suo palmares nazionale la partecipazione ad un Machete Mixtape e ad una stagione di The Voice, Sensei, rapper di Ussana conosciuto a livello nazionale per la sua bravura negli extrabeat, ed Ergobeat, produttore ed mc di Porto Torres che ha avuto occasione di lavorare con nomi illustri della scena.

Questa iniziativa ha senza ombra di dubbio animato e smosso la scena rap italiana in questo brutto periodo per il paese, dando la possibilità agli ascoltatori di ottenere nuova musica e intrettenendoli. Di conseguenza qualsiasi sia la finalità che ritenete più corretta non si può non dire che l’iniziativa non abbia colto nel segno: distrarre ed intrattenere gli ascoltatori per facilitarne il superamento di questa situazione.  

 

Andrea Sanna

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