Che vita meravigliosa Diodato! La recensione del nuovo disco del vincitore del Festival di Sanremo 2020

Non c’è nulla fuori posto nel nuovo disco di Diodato – vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo – intitolato Che vita meravigliosa, uscito il 14 febbraio 2020 per l’etichetta discografica Carosello Records, fondata nel 1959. E’ un disco bello, senza se né ma. Bello perché semplice, bello perché immediato, bello perché è la vita a fare da protagonista nelle 11 canzoni che lo costituiscono, bello perché parla – quasi fosse un audiolibro – ad ognuno. Nella titletrack la voce di Diodato sembra quasi un suono lontano che ricorda quanto è importante, nonostante le difficoltà, vivere e assaporare pienamente questa imprevedibile vita. Vita che divora, vita che ci culla, vita che appassiona ed emoziona. Vita che seduce seppur, talvolta, maestra severa dal comportamento ingiusto. 

In La lascio a voi questa domenica  Diodato dà vita a una satira elegante e scanzonata, tramite la quale esterna concetti seri e importanti con ironia e intelligenza, andando a criticare chi non pensa, chi dimentica con troppa facilità e chi parla – tantissimi sono costoro – per sentito dire.  L’artista tarantino nella traccia Alveari – pacatissima canzone dall’accompagnamento minimale  – ci ricorda l’importanza di cadere, di toccare il fondo, di perdersi per poi rialzarsi e ritrovarsi. Tra i pezzi più validi del disco si trova Ciao ci vediamo, avente un ritornello rappresentante una netta sterzata rispetto alla melodia delle strofe. Ritornello impreziosito dal suono delle chitarre che fanno da contraltare al tono di voce dell’ultimo vincitore  del Festival di Sanremo 2020, basso e ipnotico che quasi sussurra appena le parole.  Un piano sensuale accompagna Diodato nella affabile ballata indie/rock Non ti amo più, primo singolo estratto dal disco, accompagnato da un divertente videoclip – pubblicato il 28 giugno 2019 sul canale youtube dell’artista – in cui Diodato si diverte e diverte. Brano in cui il cantautore viviseziona e analizza nel dettaglio il rapporto di coppia e tutto ciò che comporta. Il videoclip celebra l’amore in ogni sua forma, ambientato in un bar/sala giochi in pieno stile anni Ottanta. Solo, ottavo brano dell’album, è una delle prove più convincenti del cantautorato italiano dell’ultimo ventennio. L’abilità nello scrivere di Diodato, inarrestabilmente, emerge in toto. Brano struggente e commovente avente grande affinità con il pezzo vincitore nella rassegna sanremese Fai rumore, in fatto di profondità e capacità nell’esternare lucidamente ed elegantemente i propri pensieri e stati d’animo.  Pezzo da novanta del progetto è l’intelligentissima Il commerciante: Diodato, in questo caso, dimostra di essere un narratore raffinato che scrive a un commerciante vecchio stile, andando a trattare l’interessante dialogo e confronto con costui. Il commerciante è un pezzo che elogia la normalità e la sua bellezza. Le trombe e l’andamento lento della batteria sono un ottimo accompagnamento allo storytelling del cantautore tarantino.  In E allora faccio così – pezzo rock ben riuscito – Diodato ci, e si, ricorda l’importanza del cambiamento e della evoluzione personale, in barba a tutti coloro i quali stanno costantemente fermi, e infelici, negli stessi luoghi lamentandosi pedissequamente.  Quello che mi manca di te rappresenta il gran finale, un finale degno di nota, una saporitissima ciliegina sulla torta di un lavoro dall’ottimo gusto. Si tratta di un dialogo intimo, un pezzo personale e distinto proprio perché confidenziale e privato.

E’ proprio il caso di dirlo, specie di questi tempi: nonostante i problemi, nonostante gli impicci, i litigi e i cavilli: che vita meravigliosa!

 

Mattia Lasio

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