Buon compleanno “Maestro!”

“El camino es la recompensa”.

 

Di cammino ne ha fatto, il Maestro. E ancora non accenna a fermarsi.

La sua carriera da modesto difensore centrale prima e, da allenatore poi, è lo specchio del suo stile di vita. Tenacia, impegno e passione.

Poche chiacchiere su sé stesso. Tanto lavoro.

Nato a Montevideo, in Uruguay, il 3 marzo del 1947, Oscar Washington Tabàrez Silva spegne oggi 73 candeline.

Quel soprannome “El Maestro”, lo guadagna grazie alle sue doti da filosofo, poeta e dal suo passato da insegnante.

La calma, il suo punto di forza anche in campo e nella convivenza con la malattia, lo contraddistinguono dal prototipo generale di allenatore agitato e sempre in piedi a spronare i suoi ragazzi. In seguito alla conclusione della sua carriera da calciatore nel Bella Vista, squadra uruguaiana con sede nella sua città natale, comincia nel 1980 la sua esperienza da allenatore. E comincia proprio dalle giovanili della stessa squadra, per proseguire poi con la nazionale dell’Uruguay under 20.

Dopo alcune esperienze in patria come la guida del Penarol, con il quale vince la Coppa Libertadores nel 1987, assume l’incarico di commissario tecnico della nazionale maggiore, con la quale parteciperà al campionato mondiale di Italia ’90 uscendo agli ottavi di finale contro l’Italia.

Nei primi anni ’90 esce dalla sua nazione e arriva in Argentina, dove per due anni allena il Boca Juniors. Nel 1994 approda in Italia alla guida del Cagliari, ottenendo il nono posto in classifica e mancando per tre punti la qualificazione alle coppe europee.

Nell’estate del 1996 assume la guida della panchina del Milan. Il 1 dicembre di quello stesso anno, in seguito alla sconfitta per 3-2 contro il Piacenza, si dimette e continua la sua carriera di allenatore all’Oviedo, compagine della prima divisione spagnola.

Torna a Cagliari nella stagione 1999/2000 dove in seguito a tre sconfitte e un pareggio viene esonerato dalla società.

Nel 2006, a distanza di sedici anni dalla prima volta, torna alla guida della nazionale uruguaiana. Con lui, la “Celeste” centra numerose qualificazioni di rilievo, come la fase finale del campionato mondiale 2010 e la vittoria nel 2011 della Copa America, battendo i vicini di casa del Paraguay per 3 a 0.

Nel 2014 Tabàrez porta la nazionale ai mondiali del Brasile, che arriverà fino agli ottavi di finale.

Nel 2016, rivela di essere stato colpito dalla sindrome di Guillan-Barrè, una neuropatia cronica che attacca il sistema motorio.

La sua forza d’animo, non poteva che essere così, lo spinge a non arrendersi e a continuare a seguire la sua nazionale, seppure supportato da un ausilio meccanico per gli spostamenti.

Nel novembre 2019 raggiunge quota 200 panchine con la Celeste, entrando nel Guinness dei Primati per il maggior numero di presenze con la stessa nazionale.

 

Un esempio di grandezza interiore la sua, senza tanti clamori o effetti speciali intorno. Ha ancora tanto da insegnare al calcio mondiale, con il suo modo di vivere, dentro e fuori dal campo.

Cagliari ti ricorda sempre con affetto. Buon compleanno, Maestro!”

 

Carlotta Pau

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