Musica che crea legami, all’insegna del fascino del mare e delle contaminazioni: il concerto di fine anno al Teatro Lirico

Chi non tenta non rischia. Chi non tenta non ottiene. Così scriveva Sergio Atzeni nella sua ultima opera ‘’Passavamo sulla terra leggeri’’ di cui nel 2026 ricorrono i trent’anni dalla pubblicazione. E proprio queste parole danno il là per descrivere il concerto di fine anno tenutosi al Teatro Lirico di Cagliari, il 31 dicembre del 2025 a cui hanno preso parte circa mille persone, dove quello che si è ottenuto testimonia ancora di più la magia della musica, delle sperimentazioni, delle contaminazioni tra stili e approcci diversi ma ugualmente complementari e in grado di amalgamarsi sapientemente gli uni con gli altri. Diversità che diventano occasioni per dare vita a nuove alchimie e nuovi percorsi ma non solo: unire elementi differenti tra di loro rende possibile la creazione di nuovi ponti culturali, stimolanti e avvincenti. Obiettivo, questo, che sta alla base del progetto ‘’Sardinia meets Qatar: il canto dei due mari’’ di cui il concerto di fine anno ha rappresentato un momento estremamente importante e prezioso, a cui non sono mancati esponenti di prestigio delle istituzioni come ad esempio la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde.  Un progetto che vede protagonista la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari del sovrintende Andrea Cigni insieme al patrocinio della Regione Sardegna, con la collaborazione delle istituzioni culturali del Qatar.

Raffinatezza, eleganza, virtuosismi e desiderio di creare un mosaico sfaccettato all’insegna di ritmi musicali che uniti diventano un tutt’uno peculiare e ammaliante: sono stati questi i tratti caratterizzanti del concerto di fine anno al Teatro Lirico – realizzato con il patrocinio della Regione Sardegna e la collaborazione della Fondazione Sciola per la concessione delle Pietre sonore oltre che dell’associazione ”Musica è Cultura” –  a cui hanno preso parte musicisti di indubbio spessore come Giovanni Pasini, che ha diretto l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, la violinista Anna Tifu, il sassofonista Gavino Murgia accompagnato dal chitarrista Marcello Peghin, dal batterista Daniele Russo, dalle percussioni di Francesco Savoretti e da Peppe Frana all’oud, l’ensemble di percussioni ‘’Fijiri’’ del Qatar, costituito da tre percussionisti che si richiamano alla tradizione dei pescatori di perle qatarini e degli Stati della costa orientale della Penisola Arabica i quali hanno suonato la Galah ovvero un’alta brocca di terracotta, il Tar e il Mirwas ovvero un grande tamburo a cornice e un piccolo tamburo a mano a  doppia membrana, le ipnotiche pietre sonore di Pinuccio Sciola suonate dalla figlia Maria e da Andrea Granitzio compositore, pianista e ricercatore oltre che direttore artistico della Fondazione Pinuccio Sciola, la compositrice Dana Al Fardan con ‘’Tempest’’ selezione di grande impatto estratta del suo album ‘’Black Rose’’ eseguita per la prima volta con la presenza del coro del Teatro Lirico di Cagliari, infine la voce delicata e struggente della talentuosa Alice Marras protagonista dell’atto conclusivo dello spettacolo ovvero ‘’Due cuori’’, pagina composta da Andrea Granitzio, basata su una antica melodia sarda di nome ‘’Andimironnai’’.

A dare l’avvio alla serata ci pensa l’Orchestra del Teatro Lirico con un’esecuzione impeccabile dell’opera ‘’Ruslan e Ludmilla’’ di Michail Glinka,  subito dopo è il turno di Anna Tifu che con il suo violino si amalgama perfettamente all’orchestra del Lirico dando vita a una versione di grande caratura dell’Esoconcerto di Ezio Bosso: tutto si unisce alla perfezione, dal violino solista della Tifu ai violini primi e secondi e alle viole e ai violoncelli, passando per i contrabbassi, i flauti, l’ottavino, gli oboi, il corno inglese, i clarinetti, i fagotti e i controfagotti, i corni, le trombe e i tromboni, il basso tuba, i timpani, le percussioni, l’arpa e infine il pianoforte e la celesta. È il turno poi di Gavino Murgia e del suo quintetto: il sax di Murgia è ipnotico, sognante, in grado di evocare le profondità del mare, il ritmo dall’eco sinfonica delle sue onde, i mille segreti che cela al suo interno. Tra lui e i suoi musicisti si capta un’intesa speciale, basta un solo sguardo per comprendersi sul palco e per creare un tappeto ritmico che non necessita di parole chiarificatrici per testimoniare il suo valore e il suo fascino. Tra i momenti più intensi della serata, spicca l’esecuzione di ‘’Nadir’’, pagina composta da Andrea Granitzio, in cui traspare appieno il desiderio di contaminazione e di sperimentazione grazie all’alchimia instauratosi tra Anna Tifu, Gavino Murgia, il batterista Daniele Russo, l’Ensemble di percussioni Fijiri del Qatar e l’innesto delle pietre sonore di Pinuccio Sciola suonate dallo stesso Granitzio e da Maria Sciola, le quali hanno dato al tutto quel tocco di suggestività e delicatezza che ha reso la composizione ancora più pregnante di molteplici significati.

Il gran finale è stato all’insegna del pathos dolce e malinconico di ‘’Tempest’’, selezione dell’album ‘’Black Rose’’ di Dana Al Fardan, con la superba collaborazione del Coro del Teatro Lirico di Cagliari del maestro Riccardo Pinna alla guida di soprani, mezzosoprani, contralti, tenori, baritoni e bassi in grado di creare un insieme sopraffino scandito da musica e voci di grande impatto emotivo. E se di pathos si parla, non è venuto di certo a mancare nell’ultimo tassello della serata firmato da Andrea Granitzio con ‘’Due cuori-Andimironnai’’ dove le sinuose melodie di Anna Tifu, Gavino Murgia, Maria Sciola, lo stesso Granitzio e Daniele Russo si sono amalgamate alla perfezione alla voce delicata e suadente di Alice Marras, ottenendo una miscela all’insegna della ricercatezza espressiva dove la tradizione sarda e una visione d’insieme attenta alle contaminazioni si sono unite in un unicum di rilievo. Al termine del concerto, durato circa due ore, non è mancato un brindisi per salutare il 2025 e proiettarsi con fiducia al 2026: un nuovo anno da vivere con la consapevolezza che le differenze culturali possono dialogare le une con le altre, diventando parte integrante di un cammino dove ogni elemento si fa portavoce di una cultura cosmopolita, lieta di proiettarsi verso nuovi orizzonti e nuove forme di espressione artistica che non conoscono confini.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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