Sensazioni da tramutare in arte, in tutte le sue accezioni e sfumature. Sfumature dai connotati sacri e al contempo pienamente laiche che tracciano un ponte tra mondi apparentemente distanti ma in realtà molto più vicini di quanto si possa pensare. Sensazioni ricche di intensità che caratterizzano ‘’Le vie della croce’’ la nuova mostra del poliedrico e talentuoso artista cagliaritano Giorgio Polo, 67 anni, esposta nella nuova e significativa struttura in via Nebida 36 a Cagliari dell’Hangar-Casa del quartiere. La mostra, che sarà esposta nella struttura di via Nebida sino al 9 maggio, si compone di 14 pannelli grafici che riproducono una via crucis laica. Il progetto è stato presentato il 23 aprile, in occasione dell’inaugurazione dell’Hangar-Casa del Quartiere, durante cui è stato dato vita a un intenso reading in compagnia del musicista Mauro Dedoni e di Lollo Manca che ha letto i componimenti in versi del poeta Gianni Mascia, figura simbolo del quartiere di Is Mirrionis ispiratore e ideatore del progetto con le sue poesie da cui poi sono nate le esposizioni visive a opera di Giorgio Polo.
«Nel realizzare questo lavoro», racconta Giorgio Polo, «ho proceduto tramite un flusso libero facendomi guidare dall’ispirazione senza seguire per forza un modus operandi prestabilito e statico. Al suo interno tratto varie tematiche come, ad esempio, la violenza sulle donne e i tanti focolai di guerra sparsi per tutto il mondo. Mi concentro anche sullo sfruttamento nel mondo del lavoro e sulle tante morti che si sono verificate in questo ambito, c’è un riferimento anche a un noto caso di cronaca ovvero la strage alla Robb Elementary School di Uvalde in Texas nel 2022. Uno dei pannelli grafici più intensi della mostra è sicuramente quello che fa riferimento ai miei viaggi in Jugoslavia, tra il 1992 e il 1997, dove conobbi una bambina affetta da mutismo in un orfanotrofio, dopo aver visto i propri genitori morire».
Il progetto di Giorgio Polo è una commistione strutturata dettagliatamente di linguaggi come la scrittura, le immagini e la musica, aspetti tutti curati dallo stesso Polo. Per quel che riguarda l’aspetto musicale, spicca il brano dedicato alla Palestina ‘’Non ci sono parole’’ dove restano impressi questi versi: «lo stesso infinito silenzio atroce da cui non abbiamo imparato niente». Un atto d’accusa struggente e al contempo un monito per poter finalmente prendere posizione davanti alla violenza che quotidianamente si consuma sotto gli occhi di tutti. Altro elemento rilevante è la sperimentazione linguistica per ciò che concerne le liriche che accompagnano le immagini, scritte in francese, italiano, inglese, sardo e spagnolo. Sperimentazione, impegno civile, varietà contenutistica: sono questi i tratti caratterizzanti il progetto di Giorgio Polo a cui si aggiunge, dulcis in fundo, il desiderio autentico di percorrere nuovi sentieri, mostrando così tutte le sfaccettature che compongono l’animo umano e i molteplici segni che la quotidianità può offrire.



Commento a Caldo | Cagliari – Sampdoria 3-1