Le moltitudini sagaci e pungenti di Monir Ghassem

«Sono una donna che contiene tante moltitudini». Queste parole Monir Ghassem, tra le più promettenti esponenti della stand-up comedy nostrana, le pronuncia quasi fossero un sussurro poco dopo la sua entrata in scena al teatro degli Intrepidi Monelli di Cagliari, sabato 6 dicembre in quel di viale Sant’Avendrace. Poche parole, appena accennate, ma che descrivono perfettamente la poliedricità e la varietà delle tematiche affrontate nel corso del suo spettacolo ‘’Articolo 1’’, in cui ci si focalizza su argomenti seri – eccome – senza mai cadere però nel tranello della seriosità e riuscendo a sorridere persino quando si prende pienamente consapevolezza che il mondo nel quale viviamo, obiettivamente, non è propriamente il locus amoenus tanto caro alla letteratura dei tempi che furono.

Monir ha un look semplice e al contempo elegante, scarno ed essenziale: giacca grigia, capelli lunghi neri raccolti, pantaloni e scarpe nere, una camicetta bianca abbottonata. Sguardo ironico e profondo a cui non sfugge niente, caratteristico di chi sa cogliere gli umori del pubblico riuscendo a gestirli, entrando perfettamente in sintonia con essi. Sul palco degli Intrepidi Monelli sale alle 21.20 e subito emerge la sua ironia sferzante e acuta e la sua capacità di interagire con i presenti in sala, a cui rivolge immediatamente delle domande sui luoghi da visitare in questa sua prima permanenza in Sardegna.

Monir rompe il ghiaccio con un riferimento a un questionario pubblicato dalla rivista ‘’Cioè’’ nel 2008, ricordando con il sorriso sulle labbra le inevitabili, e lecite, insicurezze che soprattutto durante l’adolescenza sono alquanto frequenti, ironizza sulla sua laurea in Scienze  Politiche, si confronta con chi tra il pubblico ha fatto il suo stesso percorso, non manca un riferimento ad Alberto Trentini, operatore umanitario arrestato in Venezuela nel novembre del 2024, porta all’attenzione dei presenti le, innumerevoli, pieghe paradossali che possono  prendere certi colloqui di lavoro infarciti di domande fuori luogo e tutto fuorché adatte. Si sofferma sulla difficoltà in Italia nel trovare un lavoro attinente al proprio ambito di studi e sui tentativi di racimolare qualche soldo tramite occupazioni occasionali non di certo retribuite a dovere. Tra le esperienze più esilaranti, a riguardo, si trovano le ripetizioni ai bambini del proprio quartiere oppure il lavoro come cameriera a Londra in balia di una responsabile aggressiva e decisamente poco empatica nei confronti dei propri dipendenti.

Al centro della sua riflessione sagace e pungente, vengono passati in rassegna temi come l’aborto, l’arrivo dei trent’anni che sancisce l’inizio di una nuova fase della propria vita, gli individui che per fare colpo su una donna si mettono in ridicolo mostrando, in realtà, tutta la propria insicurezza, la prima volta in cui si fa l’amore momento che, in vari casi, viene vissuto con ansia quasi fosse una prova da superare in cui si viene messi sottopressione dalle persone che si hanno accanto, il matrimonio, la maternità, i rapporti con i propri colleghi di lavoro, il tentativo di emanciparsi e di andare a vivere da soli. Non mancano le punzecchiature a nomi noti dello spettacolo e dello sport quali Massimo Giletti, Jannik Sinner, Giancarlo Magalli e Selvaggia Lucarelli oltre che a serie televisive quali ‘’Un medico in famiglia’’. Intorno alle 22.30 il suo spettacolo volge al termine, accompagnato dagli applausi di un pubblico nutrito, divertito e attento a ciò che ha visto e ascoltato. Monir saluta tutte e tutti e si congeda con il sorriso sulle labbra, al termine di un’ora intensa e brillante in cui – per rifarsi al titolo della celebre opera del romanziere Jean-Claude Izzo – è stato possibile accantonare il casino totale con cui tutti, nel bene e nel male, fanno i conti nella loro quotidianità seppur ammetterlo non sia compito facile.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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