La festa di Sant’Avendrace: un nuovo inizio di fede e speranza

Definirla semplicemente una festa sarebbe riduttivo e poco corretto, perché non si tratta solamente di un evento ludico e culturale ma di qualcosa che affonda le proprie radici in una fede solida e sincera, nutrita giornalmente di empatia e fiducia. Fiducia che non è mai mancata a Don Alessandro Simula, cagliaritano cinquantacinquenne, e ai suoi parrocchiani che dall’1 al 14 settembre potranno celebrare i festeggiamenti in onore di Sant’Avendrace a Cagliari e, soprattutto, poter finalmente usufruire di nuovo della loro chiesa – ufficialmente a partire dal 2 settembre con la messa di ringraziamento presieduta dall’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi – dopo sei anni e 8 mesi di lavori. Nel vero senso della parola una vita fa o poco ci manca: i lavori, infatti, sono cominciati i primi di novembre del 2018, inizialmente sono stati effettuati interventi di contrasto all’umidità di risalita poi, una volta, levato il pavimento, sono proseguiti per cause di forza maggiore in quanto sono state trovate oltre 260 sepolture individuali e i resti di un podio di un tempio dell’età imperiale verosimilmente dedicato a Venere.

Sette anni difficili, al contempo però vissuti con speranza e tenacia. «Indubbiamente abbiamo vissuto questi sette anni», racconta Don Alessandro, parroco in quel di Sant’Avendrace dal 31 ottobre del 2018, «con enormi difficoltà, era inevitabile fosse così vista la situazione complicatasi nel tempo per la pandemia e per questioni burocratiche. La chiesa non è solamente un edificio sacro ma un luogo in cui la comunità si riconosce come famiglia. Non è solamente un legame logistico ma qualcosa di ben più profondo quello che lega le persone alla chiesa. Vederla inagibile per tutto questo tempo ha fatto sì che aumentasse da parte delle persone la percezione di abbandono diffuso nel quartiere. Nonostante ciò, abbiamo cercato sempre di rimanere fiduciosi e dopo sette anni possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo e ripartire con entusiasmo».

La chiesa, dalla facciata color bianco latte, è raggiungibile percorrendo un cortile ampio e luminoso: il suo stile è di tipologia gotica-aragonese su precedente impianto romanico, la struttura è quella di una mononavata con cinque cappelle laterali, inoltre è presente anche lo scavo archeologico sotterraneo insieme alla cripta che in seguito saranno visitabili. Tanti i progetti in programma per il futuro. «Per prima cosa», sottolinea Don Alessandro, «la chiesa dal 2 al 13 sarà giubilare e sarà così possibile ricevere l’indulgenza plenaria. Svilupperemo le nostre attività su tre direttive: la prima è quella della valorizzazione storica e archeologica con la creazione di un museo parrocchiale, speriamo entro un anno circa. La seconda direttiva è quella spirituale, la terza è quella pastorale con la creazione dell’oratorio che avrà sede nel salone parrocchiale in via Volturno dove in questi sette anni abbiamo celebrato la messa non essendo stato possibile utilizzare la nostra chiesa a causa die lavori. A proposito dell’oratorio, che si dedicherà ad ambiti come quello della musica, del teatro e del cinema, il 18 luglio del 2025 è nata l’associazione che si occuperò di esso chiamata per l’appunto “Associazione oratorio Sant’Avendrace’’. L’obiettivo è quello di recuperare il rapporto tra la parrocchia e tutto il rione, in modo tale da creare davvero un pieno senso di comunità».

Una comunità pronta a celebrare una festa che prevede tanti appuntamenti, permeata da un significato profondo: per quel che riguarda le celebrazioni si comincia l’1 settembre con la messa presieduta da Monsignor Fabio Trudu, il giorno seguente sarà la volta dell’Arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi. Il 3 presiederà la messa Don Luigi Xaxa, il 4 Don Davide Pau, il 5 Monsignor Ottavio Utzeri, il 6 Don Fabrizio Pibiri, il 7 Don Alessandro Simula, l’8 Monsignor Fabrizio Porcella, il 9 Monsignor Marcello Contu, il 10 sarà di nuovo la volta del parroco Don Alessandro Simula con l’omelia del diacono Ignazio Boi, l’11 toccherà a Monsignor Ferdinando Caschili, il 12 ci sarà la messa nello stabulario di Santa Gilla con la processione sulla laguna, il 13 oltre alla santa messa si terrà anche la processione in onore di Sant’Avendrace per le vie del quartiere, esattamente in viale Sant’Avendrace, in via Santa Gilla, via Piave per poi concludersi in viale Sant’Avendrace. Il 14 settembre, infine, oltre alle tre messe che verranno celebrate alle 8.30, alle 10 e alle 16, ci sarà anche il pellegrinaggio giubilare verso la Cattedrale con inizio dalla chiesa di Sant’Avendrace.

 Per quel che riguarda l’aspetto culturale e artistico, l’11 settembre alle 20 ci sarà il concerto del coro Sine Nomine di Poggio dei Pini, il 12 alle 21 si terrà il concerto del gruppo Fuori Orario, il 13 alle 21 sarà la volta dell’intrattenimento musicale con Sandro Verelli e l’estrazione dei biglietti della lotteria parrocchiale mentre il 14 il gran finale sarà all’insegna della performance  della compagnia teatrale degli Intrepidi Monelli del direttore artistico Sergio Piano, punto di riferimento prezioso per tutto il quartiere di Sant’Avendrace dove ha sede e opera dal 2015. «Siamo sempre riusciti a portare avanti la festa in questi anni, seppur alla bell’e meglio viste le difficoltà», conclude Don Alessandro, «ma l’edizione di quest’anno rappresenta davvero un momento unico e di grande valore. Mi piace definirla come ‘’la festa della ripresa’’, che sancisce la ripresa dell’attività pastorale così come il riappropriarsi da parte della comunità parrocchiale di un luogo storico e spirituale di grande importanza». Un luogo dove far confluire fede, cultura e passione civile, con la consapevolezza che solo procedendo uniti è possibile davvero comprendere il senso di parole come famiglia, solidarietà e fratellanza.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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