Is Mirrionis, poesia urbana oltre le etichette e i luoghi comuni

Ingannevoli o promettenti, le luci della città brillano ancora. Così scrive Marc Augé, uno dei più grandi e influenti antropologi di sempre, nella prefazione della sua celebre opera intitolata ‘’Nonluoghi’’. E se alla luce si fa riferimento, è di notevole intensità quella che illumina il quartiere di Is Mirrionis, tra i principali rioni popolari cagliaritani, con circa dodicimila abitanti. Luce e Is Mirrionis: sono due concetti questi due che risultano molto più vicini di quanto si possa credere seppur, troppo spesso, le cronache del passato – e spesso anche del presente – etichettino il quartiere come una realtà a sé, dove fa da padrona la criminalità e dove è il buio ad avere la meglio. Cadere in questo tranello sarebbe una mancanza di rispetto grave e sciocca nei confronti di tutte le persone che a Is Mirrionis vivono, oltre che a tutte le realtà che da anni si battono per la riqualificazione di un punto centrale della città dotato di un potenziale notevole non sempre valorizzato quanto meriterebbe.

Per comprendere davvero e visceralmente Is Mirrionis, forse, bisognerebbe viverci, possibilmente viverci a lungo, sentendo così sulla propria pelle un senso di appartenenza che resiste allo scorrere del tempo e agli anni che passano inesorabili. Conoscere le sue vie, i suoi angoli più nascosti e quasi intimi, le sue tantissime piazze senza nome che potrebbero – e questa resta sempre la speranza di chi le osserva giornalmente – essere animate frequentemente con eventi culturali e con spettacoli che mostrerebbero finalmente il loro lato più bello e autentico, è la maniera migliore per toccare con mano e comprendere il potenziale di una comunità urbana coesa e unica. Is Mirrionis, forse, è davvero un luogo a sé ma non come tante, o sarebbe il caso di dire troppe, volte si è lasciato intendere nella pubblicistica nel senso di isolato, abbandonato e alla mercé di chiunque: Is Mirrionis è una città dentro la città, è una comunità solida, forte, nutrita, ricca di sfumature, dove ancora è possibile conservare quella dimensione quasi familiare che altrove – a causa di un’urbanizzazione sempre più frenetica e massiva – è andata del tutto, o poco ci manca, a perdersi.

Passeggiare per le vie di Is Mirrionis consente di cogliere la bellezza e l’autenticità di quelle piccolezze che troppo spesso vengono dimenticate o date per scontate: piccolezze di grande valore come un buon caffè in uno dei tanti bar caserecci ancora aperti, piccolezze come l’occasione di scambiare due chiacchiere dopo essere stati in una delle piccole botteghe rimaste nel corso degli anni in cui degustare qualcosa di buono e saporito. Piccolezze quotidiane come andare a fare la spesa in uno dei luoghi simbolo dell’intero quartiere ovvero il mercato di via Quirra che nel 2026 compirà quarant’anni e dove tante generazioni di cagliaritani sono passate e ancora oggi lì fanno sosta, chi per fare la spesa all’interno e chi per intrattenersi nelle bancarelle esterne collocate nell’ampio spiazzo davanti a esso.

Is Mirrionis è questo e tanto altro, soprattutto è anche tanta cultura come dimostra l’operato del poeta Gianni Mascia, l’arte raffinata di Giorgio Polo, l’attività musicale di esponenti di lungo corso della scena rap locale come Ekri e Mefis Depedis che a Is Mirrionis sono nati e cresciuti e hanno raccontato in maniera originale e dettagliata il rione nei loro brani caratterizzandosi per uno stile unico e schietto, l’impegno della Casa del Quartiere per la riqualificazione dell’Ex Scuola Popolare dove anni orsono si è assistito a una delle esperienze di partecipazione popolare più rilevanti di sempre nella storia della città, il ruolo prezioso svolto dal Centro di Quartiere Strakrash, le attività portate avanti con impegno e fede dalle parrocchie dei Santi Pietro e Paolo, di Sant’Eusebio e di San Massimiliano Kolbe. Fondamentale anche il ruolo della Biblioteca di via Montevecchio – dove si svolgono regolarmente presentazioni di opere letterarie di autori e autrici di valore – e delle scuole che nel quartiere sono ubicate e che portano avanti progetti di rilievo per la crescita dei propri studenti così come dell’Università di Cagliari protagonista con il Dipartimento di pedagogia, Psicologia, Filosofia, con il DICAAR e con il DisVa del progetto multidisciplinare ‘’T.E.R.S.I.C.O.R.E’’ che  proprio sulla valorizzazione del quartiere è incentrato. Finiscono qui gli aspetti positivi? Certo che no e a dimostrazione di questo troviamo il Teatro del Segno di Stefano Ledda in via Quintino Sella, la ”Teatroteca La Porta Illuminata” di Guglielmo Aru in via Monfalcone e il Circolo Antonio Gramsci in via Carlo Baudi, che settimanalmente sono protagonisti di spettacoli e appuntamenti culturali che offrono molteplici spunti di riflessione.

Spunti di riflessione preziosi che è stato in grado di offrire uno dei narratori più rilevanti e originali della letteratura sarda quali Sergio Atzeni, di cui nel 2025 ricorrono i trent’anni dalla scomparsa, che proprio a Is Mirrionis è sempre stato legato e in cui ha ambientato tanti suoi racconti così come alcune delle sue opere più celebri come, ad esempio, ‘’Bellas Mariposas’’. Is Mirrionis è stata anche una fucina di talenti in vari ambiti sportivi come il settore calcistico – tanti i giovani che si sono formati nella Polisportiva Johannes e che poi si sono resi protagonisti di una carriera di prestigio come Andrea Cossu – così come in ambito pugilistico dove spiccano nomi come quello di Tore Fanni tra i talenti più cristallini della boxe sarda.

Tutto questo e molto altro – come ad esempio l’attenzione verso gli anziani da sempre pilastro dell’operato dell’associazione ADA Cagliari di Sisinnio Zonnedda –  rappresenta Is Mirrionis, senza tralasciare l’aspetto ambientale e naturale con altre due mete simbolo per chi visita il quartiere ovvero il Parco di Monteclaro e il Parco del Colle di San Michele con il suo imponente e suggestivo castello che sembra quasi osservare e proteggere gli abitanti di un rione fiero e ricco di dignità che ha sempre mal digerito, a ragione, le etichette irrispettose che le sono state affibbiate e che non accetta di essere considerato come luogo di omertà, di atti vandalici, tossicodipendenza e altre problematiche che sono presenti ovunque e non certo in un unico quartiere della città.

Grigiore? Disinteresse? Tristezza? Troppo facile ridurre un intero quartiere a tutto questo: Is Mirrionis è una poesia urbana  in costante movimento – come tutte le periferie del mondo – che rivolge il proprio sguardo verso nuovi lidi. È un rione popolare nell’accezione migliore del termine perché coniuga al suo interno genuinità, spontaneità e franchezza, qualità che altrove è difficile riscontrare di questi tempi. È un rione popolare, per l’appunto, in costante e perenne movimento: un movimento che lo conduce verso obiettivi ambiziosi da raggiungere grazie alla consapevolezza che il grigiore è tale solo per chi si mostra prevenuto e carico di pregiudizi inutili e che, nonostante le difficoltà, il chiacchiericcio sterile e i luoghi comuni, è sempre possibile scorgere una luce di speranza da custodire gelosamente in grado di illuminare i passi lungo il cammino.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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