Nel corso della vita si attraversano vari momenti e sono tante le fasi da affrontare, in ogni ambito e contesto. In alcuni frangenti si vince, in altri si perde inevitabilmente. Ma non è questo l’importante: ciò che conta è imparare che ogni prova in cui ci si mette in gioco è fondamentale per la propria crescita. Se poi il tutto viene vissuto anche con spiritualità e sincera fede il viaggio non potrà che regalare insegnamenti ancora più preziosi. Tutto questo Don Walter Onano, 57 anni alla guida da ottobre del 2017 della parrocchia di San Giovanni Battista de La Salle a Monserrato, lo sa bene e all’insegna di tutto ciò vive la sua passione per il calcio sin da quando era bambino sognava vedendo nello storico Stadio Amsicora le imprese di Gigi Riva e di un Cagliari iconico che fece suo lo scudetto nella stagione del 1969-1970. Un calcio all’insegna, per l’appunto, della fede che consente di vivere ogni partita come un arricchimento morale e umano, andando ben al di là dell’agonismo e della ricerca del risultato.
«Il calcio è qualcosa che ho nel sangue da sempre», racconta Don Walter, capitano e vicepresidente della Seleção Sacerdoti Calcio fondata nel 2005 e con all’attivo ben 680 partite avente al suo interno oltre cento membri, guidata dall’esperto tecnico Moreno Buccianti vero e proprio ‘’factotum’’ del gruppo. «Ho sempre coltivato questa mia passione con genuinità ed entusiasmo, divertendomi nella consapevolezza che lo sport consente di crescere sotto ogni profilo». E se si parla di crescita lo sguardo non può che essere rivolto alla Seleção dei Sacerdoti che, dalla prima partita disputata vent’anni fa in quel di Arluno, anno dopo anno si è fatta sempre più numerosa. «La Seleção rappresenta una vera e propria favola», spiega Don Walter che per anni ha seguito anche le partite del Cagliari Calcio per l’emittente radiofonica Radio Kalaritana. «Nasce vent’anni fa grazie alla sinergia del nostro mister Moreno Buccianti e di alcuni giocatori che militavano nella nazionale italiana preti. Farne parte è un grande orgoglio per il sottoscritto».
Le soddisfazioni negli anni non sono mancate di certo per Don Walter che, nel 2022, ha disputato con la Seleção la sua centesima partita. «È stata un’emozione forte, indubbiamente. Dal centrocampo al centro panchina sino al centro scrivania posso dire di destreggiarmi tutto sommato abbastanza bene», afferma con il sorriso sulle labbra. «Finché c’è il desiderio di divertirsi e le ginocchia reggono, si prosegue a giocare con gioia». Gioia condivisa con gli altri sacerdoti componenti della squadra per i tanti momenti intensi vissuti assieme. «Nel 2010», aggiunge, «abbiamo giocato la partita del cuore a Betlemme allo stadio Al-Khader con la nazionale palestinese, siamo stati i primi cattolici a calcare quel campo, l’emozione è stata fortissima e per tutti noi ha rappresentato un grande onore di cui andiamo fieri. Abbiamo fatto anche tante comparsate televisive, in trasmissioni come la Domenica Sportiva, I Fatti Vostri, il Festival di Sanremo del 2008 condotto da Pippo Baudo e Chiambretti, siamo stati ospiti nella serata in cui c’erano anche i Duran Duran, insomma mica male direi. A febbraio, inoltre, abbiamo celebrato i vent’anni della Seleção a Casa Italia a Coverciano, è stato un altro istante significativo. Se dovessi dare un titolo a questi vent’anni direi: ‘’Gioca e prega’’, in quanto sia il giocare a calcio che il pregare rappresentano due momenti in cui è possibile incontrarsi e confrontarsi traendo giovamento da ciò».
Tanti gli appuntamenti in vista per il futuro, come ad esempio a novembre la Iubileum Cup, che verrà presentata a Casa Maremma a Follonica il 10 e l’11 settembre in occasione del raduno “Sport e Preghiera’’ in cui verranno presentate anche le nuove maglie della Seleção, inoltre il 13 settembre alle 15.30 all’oratorio di San Giorgio in via Mazzini a Limbiate la Seleção scenderà in campo per la partita con la selezione ‘’Amici di Luca’’ con in palio il trofeo in memoria di Luca Attanasio arrivato alla terza edizione. Per chi vorrà, sarà possibile fare delle offerte libere che contribuiranno a sostenere il progetto ‘’Football Academy Nosy’’ avviato in Madagascar e che coinvolge tanti giovanissimi. Don Walter non mancherà chiaramente all’importante manifestazione della Iubilaeum Cup, che vedrà protagoniste le selezioni di varie diocesi italiane nello scenario del Monastero di Bassano Romano, a cui prenderà parte con la rappresentativa sarda dei sacerdoti costituita da Don Gabriele Casu di Selegas, Don Andrea Pelgreffi parroco di Ortacesus e Guamaggiore, Don Giacomo Faedda alla guida della parrocchia di San Giovanni Bosco a Selargius, Don Roberto Ghiani rettore del seminario arcivescovile di Cagliari e nuovo parroco di San Sebastiano, Don Alberto Peddis parroco a Serrenti, Don Gianmarco Casti parroco a Decimoputzu e Villaspeciosa, Padre Elia Salis – padre somasco di Elmas – e infine Don Andrea Secci parroco di Flumini di Quartu. «Faremo il torneo di calcio a sette», sottolinea, «in totale siamo dodici elementi. La Iubileum Cup è un evento molto significativo, ci saranno due ambassador del calibro di Gianfranco Zola e Fabrizio Maiello. Con la rappresentativa sarda ci vediamo sempre la sera una volta alla settimana, dopo aver terminato le rispettive attività parrocchiali. Allenarsi d’estate in Sardegna non è semplice a causa del caldo ma siamo pronti ora a rimetterci di buona lena con gli allenamenti».
Il tutto sempre all’insegna della ricerca del dialogo, dell’empatia e di un vivere lo sport come un momento di riflessione profondo prima ancora che un confronto agonistico. «Lo sport e la fede sono due ambiti molto più legati di quanto si può pensare», conclude Don Walter. «Fare sport significa imparare a fare gruppo, andando oltre la dimensione individuale, contribuendo così allo sviluppo di una dimensione comunitaria che consente di fare sì che ogni risultato ottenuto singolarmente possa poi essere condiviso con tutti gli altri individui con cui lo si pratica. Sport e fede vanno a braccetto: fare bene lo sport significa elevare il proprio animo a qualcosa di più grande. Lo sport unisce, apre il cuore e ti consente di avere un respiro universale».



Commento a Caldo | Lazio Cagliari 1-2