Espressività, un andamento dell’esibizione che va in crescendo, capacità di coniugare riferimenti letterari di caratura alle dinamiche contemporanee con brio, vivacità e quella arguzia pungente che non può mancare e che lascia il segno. Chiara Becchimanzi, una delle più talentuose stand up comedian nostrane, ha portato in scena il suo nuovo spettacolo ‘’Eroina’’ al Teatro degli Intrepidi Monelli di Cagliari in viale Sant’Avendrace in un doppio appuntamento, il 5 e il 6 giugno, riscuotendo un’ottima risposta di pubblico, offrendo spunti di riflessione da tenere a mente.
Un’ora e mezzo circa di spettacolo che tramite riferimenti ben selezionati ad alcune opere e ad alcune tra le principali figure femminili della letteratura greca, come ad esempio Ecuba, Penelope, Fedra, Le Troiane, l’Iliade, Ippolito, Antigone senza dimenticare autori come Esiodo e molti altri, ha portato all’attenzione dei presenti in sala tante tematiche su cui soffermarsi è quanto mai necessario. Dalla fase dell’adolescenza sino all’aborto, passando per il femminicidio e l’indifferenza che troppe persone mostrano nei confronti di un argomento come quello del Genocidio a Gaza preferendo un silenzio accondiscendente al prendere posizione, senza tralasciare punzecchiature al capo del governo Giorgia Meloni così come ad altri personaggi della classe politica come Matteo Salvini oppure del mondo dello spettacolo e della comicità – immancabile una tirata d’orecchie a Fabrizio Corona e ad Andrea Pucci – il nuovo spettacolo di Chiara Becchimanzi affronta di petto e al contempo con eleganza argomenti di cui, troppo spesso, si parla superficialmente o comunque mai con la dovuta attenzione.
Tanti i momenti esilaranti e di spicco durante lo spettacolo tra cui i rifacimenti ironici e sferzanti di grandi classici del cantautorato come ‘’Quello che le donne non dicono’’ di Fiorella Mannoia e ‘’Bocca di rosa’’ di Fabrizio De André: un timbro intenso che colpisce, due testi graffianti che testimoniano la grande magia della satira fanno sì che questi rifacimenti diano quel tocco in più a un lavoro già di per sé solido e strutturato con maestria nei minimi dettagli, dai concetti esposti sino al raffinato vestito di scena che richiama la classicità. Mala tempora currunt, erano soliti affermare i latini, e vista la situazione dei giorni nostri non si può che essere d’accordo. Nonostante ciò, e lo spettacolo di Chiara Becchimanzi ne è una valida dimostrazione, il presente in cui viviamo può sempre regalare qualche spunto da non sottovalutare anche perché, come rimarcava Italo Calvino nella sua opera ‘’Perché leggere i classici’’, l’attualità può essere banale e mortificante, ma è pur sempre un punto in cui situarci per guardare in avanti o indietro. E guardare, prima o poi, fa sì che qualcosa di nuovo e di speciale si possa cogliere, nonostante il dolore e nonostante gli imprevisti.



Commento a Caldo | Venezia – Cagliari 2-1