Una vita in rima, la storia di Quilo dei Sa Razza: «L’Hip Hop mi accompagna da sempre e lo porterò dentro di me in qualsiasi cosa farò»

 

Quando guardi nel buio a lungo, come scriveva il premio Nobel per la letteratura del 1923 William Butler Yeats, c’è sempre qualcosa. Basta aguzzare la vista e focalizzarsi su ciò che conta davvero, senza mai demordere. Proprio come ha sempre fatto Alessandro Sanna, 50 anni in arte Quilo storico fondatore nel 1990insieme a Massimiliano Deidda in arte Su Rais– di uno dei gruppi più significativi dell’Hip Hop italiano ovvero i Sa Razza, composto attualmente proprio da Quilo e da Ruido, capace da oltre trent’anni a questa parte di portare avanti il proprio messaggio con passione, tenacia e contenuti di rilievo. Dischi, produzioni, singoli e molto altro: Quilo è una personalità forte, schietta e genuina. Una mente brillante che rivolge il proprio sguardo sempre verso nuove mete, consapevole del valore del proprio percorso scandito da esperienze di cui fare tesoro in ogni frangente della propria vita. Una vita all’insegna di rime che hanno fatto la storia di un movimento culturale che l’anno scorso ha celebrato il mezzo secolo dalla sua fondazione e che continuano a offrire spunti di riflessione su una realtà in continua evoluzione e che vale la pena approfondire.

 Quilo l’1 settembre hai pubblicato il singolo ‘’Al di là del mare’’ in collaborazione con RamC. Che rapporto hai con il mare?

Noi siamo gente di mare, non per altro siamo isolani quindi direi che il mare ha una importanza fondamentale. Permea la nostra vita da sempre e in ogni circostanza.

Il mare che separa la Sardegna dal resto d’Italia pensi sia un limite, come in molti sostengono, o un punto di forza?

Assolutamente un punto di forza. Certo, dal punto di vista logistico ci sono delle difficoltà innegabili ma questo non deve rappresentare una scusa bensì uno stimolo per fare sempre meglio. La Sardegna è ricca di risorse, dovessi trovare un’espressione per definirla direi che è una nazione senza stato che deve assolutamente prendere consapevolezza del proprio valore.

A proposito del valore della Sardegna, tu hai sempre usato nei tuoi brani – oltre all’italiano – l’uso della lingua sarda.

Proprio così e di ciò ne vado fiero. Tanti artisti di spessore che conosco bene, tra l’altro, sono estimatori della nostra lingua e mi hanno sempre spinto a utilizzarla. Penso, ad esempio, a Caparezza così come a Frankie Hi Nrg e ai Sud Sound System.

Nel brano ‘’Al di là del mare’’ scrivi: «’sta vita è troppo breve per odiare». Quanto ci è voluto per comprenderlo?

Tanto tempo, questa riflessione è frutto di un cammino lungo e di un lavoro su me stesso attento. L’odio è un sentimento, nessuno è esente da ciò. Detto questo, bisogna essere consapevoli che ti danneggia e che ti torna indietro, personalmente credo che odiare sia una grande perdita di tempo. Ti logora dentro e ti fa stare male. Con il tempo impari ad andare oltre e a dare meno peso a certe situazioni.

In tantissimi aspettano un nuovo disco dei Sa Razza: state lavorando a riguardo?

Il progetto di un nuovo disco del gruppo è sempre in marcia, ne parliamo sempre. Non vogliamo, però, fare un qualcosa in maniera frettolosa, ci teniamo tantissimo affinché tutto suoni perfettamente e affinché ogni singolo dettaglio sia curatissimo. Siamo sicuramente al lavoro su nuovi brani, poi vedremo strada facendo.

I Sa Razza sono da sempre una delle realtà più importanti dell’hip hop italiano e tanti esponenti di rilievo della scena hanno speso parole di stima nei vostri riguardi tra cui Vacca.

Proprio così, questo per noi è un onore. Parlando proprio di Vacca, è un ragazzo di valore nonché uno dei nomi di maggior peso del rap italiano e sapere che una persona come lui è cresciuta con i nostri dischi non può che renderci fieri. Tra l’altro, abbiamo avuto anche il piacere di prendere parte al suo disco ‘’Barroso’’, uscito il 23 settembre del 2022, nella traccia ‘’Sangre della Isla’’. In futuro speriamo di poter realizzare altro assieme, sicuramente rappresenta una grande risorsa artistica da valorizzare.

Sei sempre stato molto prolifico, hai pensato di realizzare un tuo disco solista?

L’idea di un album solista è affascinante e ha accarezzato la mia mente, però ricordiamo che un disco ha bisogno di tempo e nulla può essere tralasciato. Detto ciò, sicuramente ho pensato a un mio Ep da solista con quattro tracce all’interno magari, poche ma intense. Vedremo, non lo escludo assolutamente.

Il 23 novembre 2023 hai pubblicato il singolo ‘’Sei connesso?’’ con la collaborazione del talentuoso Mc di Fluminimaggiore Doseman. Nel pezzo affrontate temi come la virtualità, la tecnologia e l’alienazione: con il web che rapporto hai?

Il brano nasce da due domande di fondo: sei davvero felice? Sei in grado di essere realmente forte? Ci siamo concentrati su questi due aspetti e con Doseman abbiamo creato un pezzo dove diciamo la nostra a riguardo, da due punti di vista differenti ma complementari. Per quel che riguarda il web e nello specifico i social, non riesco a demonizzarli come in troppi fanno. Personalmente, ritengo che i social abbiano dei pro e dei contro, come tanti altri ambiti: sono dei mezzi, li definisco come delle spade affilatissime che vanno sapute maneggiare. Non bisogna mai dare giudizi troppo affrettati. Se proprio devo muovere una critica alla società odierna la rivolgo al denaro, perché mi accorgo sempre di più che tristemente c’è una idolatria nei suoi confronti davvero preoccupante e pericolosa.

Tra le tante attività che porti avanti spicca anche quella del videomaking.

Ci tengo a fare una premessa e a dire che non ho assolutamente la presunzione di definirmi un videomaker. Detto ciò, è un ambito che mi affascina tanto e in cui mi cimento con piacere ed entusiasmo. Personalmente, mi occupo della scrittura della sceneggiatura, l’idea che sta alla base è mia. Poi curo anche il montaggio, per il resto lavoro in team con persone che si occupano invece della fotografia, delle luci e delle riprese.

Lo scorso anno hai pubblicato anche ‘’Machillotas’’ una raccolta di storie per bambini. Che esperienza è stata?

Io sono sempre desideroso di mettermi in gioco in qualsiasi ambito, non riesco a stare fermo. Ho sempre amato scrivere in ogni forma, sin da bambino. Scrivere per i più piccoli è stato molto interessante, prima ho studiato con attenzione la struttura della favola, poi ho rielaborato tutto a mio modo. Ogni favola termina con un insegnamento che non vuole mai, però, essere una imposizione. È stato un esperimento importante e propedeutico. Attualmente sto lavorando al mio primo libro ufficiale, ancora è presto per parlarne ma è un lavoro molto curato dove nulla sarà lasciato al caso.

Tra i pezzi più iconici che avete realizzato con Fabio Leoni in arte Ruido, che insieme a te costituisce i Sa Razza, spicca ‘’Vero sardo G’’, nei primi anni Novanta: che ricordo hai di quel periodo?

Ho un ricordo positivo chiaramente, si tratta di un pezzo che con Fabio abbiamo fatto con tantissima passione e con quell’entusiasmo totalmente genuino tipico dei vent’anni. È un pezzo che è stato molto apprezzato e che al contempo ha fatto anche discutere, indubbiamente politicamente scorretto e provocatore ma le critiche non ci hanno mai preoccupato. Affrontare una figura come quella del bandito Graziano Mesina è stato molto suggestivo oltre che affascinante, chiaramente ci possono essere pareri positivi così come negativi ma quello fa parte del gioco da sempre.

Nel 2004 hai fondato con Francesco Pace in arte Micho P il gruppo Malos Cantores, una delle realtà più rilevanti dell’Hip Hop sardo e non solo. Quanto è stato importante questo nel tuo percorso?

La fondazione dei Malos Cantores e i due dischi che abbiamo realizzato hanno rappresentato, e ancora oggi rappresentano, una parte fondamentale della nostra crescita di cui andiamo fieri e orgogliosi. Venivamo, all’epoca, dall’esperienza dei Sa Razza e con Francesco volevamo creare qualcosa di diverso che facesse capire appieno il nostro potenziale e il nostro pensiero. I responsi sono stati ottimi e abbiamo scritto una pagina importante della nostra storia. Con Micho ci sentiamo, parliamo sempre con piacere e vorremmo rifare qualcosa assieme. Sarebbe bello e importante. Sicuramente, a breve, metteremo i due dischi dei Malos Cantores e gli altri pezzi realizzati nel tempo su Spotify, inoltre stiamo lavorando anche alla ristampa in doppio vinile di ‘’E.Y.A.A.’’, uno degli album culto dei Sa Razza pubblicato nel 2001 a cinque anni di distanza da ”Wessisla”.

Nel 2023 si sono celebrati i cinquant’anni dalla nascita della cultura Hip Hop. Cosa rappresenta per te?

Prima di tutto, è fondamentale rimarcare che l’Hip Hop è una cultura con una storia lunga e importante, troppo spesso a livello mediatico questo non viene detto o vengono fatti degli errori non da poco. L’Hip Hop mi ha sempre affascinato, sin da giovanissimo, ho sempre amato il fatto che fosse un contenitore ricco di molteplicità di forme di espressione. La sua forza e la sua forza sta nel fatto che sia un movimento ricco di dinamismo e in costante crescita. L’Hip Hop mi accompagna da sempre e lo porterò dentro di me in qualsiasi cosa farò.

Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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