La magia del tempo nella “Cenerentola” di Arterie Teatro per la rassegna “Il teatro delle meraviglie” degli Actores Alidos

Una storia ha mille interpretazioni, da essa possono nascere ulteriori racconti, ulteriori vie da percorrere. Questo perché le storie non conoscono limiti e barriere e la loro bellezza sta proprio in questo. Una bellezza che traspare appieno da ‘’Cenerentola è il tuo tempo’’, lo spettacolo della compagnia teatrale pugliese Arterie Teatro andato in scena ieri pomeriggio, domenica 9 marzo 2025, al Teatro degli Intrepidi Monelli di Sergio Piano in viale Sant’Avendrace a Cagliari in occasione del quinto appuntamento della rassegna della compagnia teatrale degli Actores Alidos ‘’Il Teatro delle Meraviglie’’,  dedicata ai bambini ma non solo, giunta alla sua ventitreesima edizione. Una rassegna longeva, che mostra a chi vive la fase dell’infanzia la magia e il fascino del teatro, come sottolineato da Gianfranco Angei, 76 anni, direttore artistico degli Alidos. «Abbiamo sempre prestato attenzione alla fascia d’età dell’infanzia, una fase della vita fondamentale», le sue parole, «in modo da fare capire ai più piccoli cosa sta davvero dietro uno spettacolo teatrale e in modo da far capire loro l’essenza del teatro e la sua importanza per lo sviluppo di uno spirito critico. Negli ultimi due anni la direzione artistica della rassegna ‘’Il Teatro delle Meraviglie’’ è stata affidata a Valeria Pilia che ha svolto un lavoro davvero encomiabile e importante».

Lo spettacolo andato in scena agli Intrepidi Monelli, dalla durata di circa cinquanta minuti con la partecipazione di una trentina di spettatori costituiti da bambini accompagnati dai propri genitori, ha visto la regia di Alessandra Sciancalepore – fondatrice di Arterie Teatro – in scena insieme a Leonardo Ventura, fondatore anch’esso della compagnia teatrale pugliese sorta nel 2010. Da sottolineare i raffinati costumi degli attori ad opera di Emanuela Sciancalepore l’uso delle marionette realizzate dalla compagnia umbra Tieffeu. Lo spettacolo di Alessandra Sciancalepore si caratterizza per la sua originalità e la sua capacità di portare in scena l’iconica fiaba di Cenerentola, scritta da Charles Perrault e portata magistralmente sul grande schermo dalla Walt Disney con la regia di Wilfred Jackson, Hamilton Luske e Clyde Geronimi, offrendo un punto di vista diverso rispetto all’originale. Infatti, Sciancalepore partendo dalla fiaba di Cenerentola affronta il tema del tempo, il suo valore, la sua importanza, analizzando la sua vera essenza, soffermandosi anche su argomenti come la capacità di perdonare, la crescita personale, la differenza di genere e la famiglia.

La storia di Cenerentola, portata in scena da Sciancalepore e Leonardo Ventura, viene narrata da una vivace orologiaia e comincia proprio all’interno della sua bottega, con un suggestivo rumore di lancette che mette subito in risalto la centralità del tempo. A proposito del tempo, Alessandra Sciancalepore nel ruolo dell’orologiaia afferma uno dei concetti salienti dello spettacolo: «Il tempo ha bisogno di passione. C’è un tempo per ogni cosa: per raccontare, per amare, per ascoltare». Proprio così, ascoltare per conoscere qualcosa di nuovo o per conoscere meglio qualcosa che si credeva di sapere bene. Alessandra Sciancalepore usa con maestria la marionetta che rappresenta la figura di Cenerentola, prestando ad essa la voce così come alle altre marionette in scena come le perfide sorellastre di Cenerentola Genoveffa e Anastasia. A riguardo, colpisce positivamente la sua capacità nel passare da un timbro vocale all’altro, tenendo sempre alta l’intensità della sua esibizione. Dopo circa una ventina di minuti dall’inizio dello spettacolo, entrano in scena – da dietro i suggestivi quadranti degli orologi collocati su una parete color celeste – i due topolini alleati di Cenerentola Giac e Gas a cui dà la propria voce Leonardo Ventura. I bambini presenti seguono attentamente e con molta partecipazione il tutto, affascinati anche dall’affascinante gioco di luci sul palco tra il blu tenue e il rosaceo.

Tra i momenti più significati dello spettacolo, spicca l’entrata in scena proprio di Leonardo Ventura che interpreta il pittoresco personaggio del ‘’Fato’’ che sostituisce la Fata Smemorina. Il suo motto è: «Quel che Fato dovrà fare sarà fatto». Un motto che suona anche come monito e che ricorda che alcune cose è bene che non vengano rimandate. Durante lo spettacolo non mancano le musiche, che si rivelano ottimi accompagnamenti incalzanti in frangenti specifici come ad esempio quello della preparazione per il ballo al palazzo reale. Immancabile anche una buona dose di ironia, con un simpatico riferimento al singolo sanremese del cantante e rapper partenopeo Geolier ‘’Ip’ me, tu p’te’’. Uno dei frangenti più significativi e apprezzati dai bambini presenti è stato quello in cui Alessandra Sciancalepore si è avvicinata con la marionetta del principe verso di essi, per far provare loro la magica scarpetta. Un momento ricco di ironia e divertimento in cui sono state anche accese appositamente le luci, poi prontamente spente per il finale.

Un gran finale all’insegna dell’entrata in scena del puntiglioso signor Oliviero, interpretato sempre da Leonardo Ventura, che entra nella bottega dell’orologiaia per ritirare il suo orologio. A quel punto, i due si concedono un ballo incalzante e romantico, dove ricordano che non è mai tardi per ballare e per dedicare il proprio tempo all’ascolto di una nuova storia. Perché, proprio come rimarcato dalla regista e protagonista dello spettacolo Alessandra Sciancalepore, una storia può essere raccontata in tanti modi diversi. Modi grazie ai quali scoprire lati inediti di storie magiche come quella di Cenerentola che ci ricordano quanto sia prezioso il tempo e quanto esso possa regalare colpi di scena improvvisi e ricchi di poesia.

Immagine di Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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