Roberto Lai – Tra Stand-Up e cucinare (smadonnando)

Roberto Lai, l’irresistibile stand-up comedian di Cagliari, unisce una vita “normale” e un lavoro di assistenza telefonica internet agli esilaranti colpi di scena sul palco capace, lui, di una presenza davvero irriverente.

Il suo è uno stile dissacrante a volte cattivo per alcuni – quelli che non comprendono appieno la stand-up pensa la sottoscritta – ma lui spinge sul palco e sui social e da ultimo è arrivata l’irriverenza della rubrica “cucinare smadonnando”. Quest’ultima nasce da una sua autentica passione ovvero il fascino per tutti quei precisi e ordinati influencer e blogger della cucina che pare preparino le ricette al riparo da dubbi, figure di emme e bruciature.

Roberto trae ispirazione da Daniele Luttazzi, meglio ancora, comprende che quella comicità cruda e tagliente è anche la sua. Inizia quindi a esprimere la sua comicità tramite l’ Unione Burda, una pagina di satira cagliaritana d’eccellenza. Per diverso tempo dunque scrive, non sta sul palco, che raggiunge al suo primo open mic nel 2017.

 

Come è andata?

Una merda.

 

Però poi sul palco ci è risalito, grazie ad Alessandro Cappai – altro stand-up comedian – che probabilmente ci ha visto lungo e bene – diremmo – perché poi Roberto migliora di pezzo in pezzo, fino a oggi dove le serate nei locali sono aumentate e lui ha una padronanza di scena straordinaria. Durante i suoi spettacoli l’attenzione è sempre alta, riesce a creare una connessione autentica con il pubblico e trasmette il suo umorismo in modo dirompente.

A volte illude con la presenza di Luca Argentero e per questo invito tutti a verificare nelle prossime date, ma ora leggiamo un autentico botta e risposta in stile stand-up comedy!

 

Come hai scoperto il tuo interesse per la stand-up comedy?

Seguivo diversi stand-up comedian da anni e mi sono sempre ritrovato in quel tipo di umorismo, sicuramente più schietto e crudo rispetto al cabaret. Nel frattempo curavo la pagina satirica L’Unione Burda. Un giorno scopro che c’era un collettivo di comici (Stand-Up Comedy Sardegna) che organizzava open mic e ho voluto provare a passare dalla scrittura all’esibizione. Da quella prima performance di 5 minuti – piuttosto mediocre, devo essere sincero – mi sono impegnato per migliorare, e oggi rappresenta di fatto il mio secondo lavoro.

 

Qual è stata la tua esperienza più memorabile sul palco finora?

Nel 2020 ho fatto uno spettacolo dal titolo “Per un coito modesto”, il tema era chiaramente il

sesso, e tra i pezzi avevo una battuta grezzissima sulle ragazze che non ingoiano. Una battuta davvero troppo idiota che per qualche bislacco motivo ha steso il pubblico. Mi ha fatto piacere riscontrare che ero circondato da meravigliosi disagiati come me.

 

Come prepari il materiale per le tue esibizioni comiche?

Gli spunti arrivano da situazioni della vita quotidiana, dinamiche e trend sui social, argomenti di attualità e banalmente anche conversazioni con la mia fidanzata o amici. C’è sempre quel momento in cui penso “ok, questo può diventare un pezzo comico”, così mi scrivo due parole chiave che mi ricordino la battuta e la porto dal vivo, per vedere se effettivamente funziona.

 

Quale pubblico preferisci di più: una folla piccola e intima o una grande platea?

Decisamente un pubblico numeroso, ma è bella anche la situazione più di nicchia, l’importante è che la gente sia consapevole di trovarsi a uno spettacolo dove non è carino disturbare chi si esibisce. Se disturbano o coprono la tua voce con la loro è un problema. Un bravo comico, un vero professionista, in questa situazione deve minacciare i presenti che o ti ascoltano o per attirare la loro attenzione ti vedrai costretto a estrarre il pene. Per fortuna non ho mai dovuto farlo realmente.

 

Come gestisci i momenti in cui le battute non vengono recepite bene dal pubblico?

Dipende da cosa intendiamo con l’espressione “non recepite bene”. Se il pubblico trova una battuta troppo “cattiva” o diciamo troppo “black”, è molto probabile che sia nel posto sbagliato. Se sei a uno spettacolo di stand-up comedy è praticamente implicito che sentirai anche qualche nefandezza. Fondamentalmente il pubblico deve mettersi alla prova, togliersi il peso di tutte le implicazioni morali che lo portano a pensare “questo non si dice” e lasciarsi andare. Sono solo battute, cambiare la narrazione seriosa e drammatica alle cose gravi della vita può aiutare ad affrontarle. Poi magari la battuta fa schifo, non fa proprio ridere, ma quello è un altro discorso.

 

Hai mai avuto un’esibizione in cui nessuno ha riso? Come ti sei sentito?

Ecco. Succede, per fortuna raramente. La cosa migliore in questi casi è fare della sana autoironia, sottolineando quanto il pezzo comico non faccia ridere.

Il classico “va be’, ho capito, questa fa cagare, la buttiamo” curiosamente riesce far ridere le

persone e farle tornare nel mood giusto.

 

Qual è stata la battuta più audace o controversa che hai fatto sul palco e come ha reagito il pubblico?

Ho un pezzo dove per sottolineare l’ipocrisia dei talent show e come questi diano risalto alle

storielle struggenti dei partecipanti (e non al vero talento) racconto in chiave ironica come un

determinato artista utilizzi il suo dramma per ottenere vantaggi nella vita di tutti i giorni

(proprio come ha fatto per vincere un famoso contest canoro). Nel tempo è capitato che il pezzo sia stato frainteso, e il senso vero e proprio (sfottere le logiche dei talent show, per l’appunto) non sia stato colto, così qualcuno – fermandosi a un’analisi superficiale – ha pensato fossero offese gratuite.

 

Com’è il pubblico casteddaio?

Direi che in linea di massima mi piace, salvo rare eccezioni possiamo dire che a Cagliari la stand-up comedy viene capita e goduta.

 

Puoi raccontarmi un breve aneddoto che fa ridere o terribile…decidi tu!

Entrambe le cose: una volta mi sono esibito in un locale ed ero mezzo brillo, il che ha aggiunto quel qualcosa in più alla performance. La serata è andata benissimo e una ragazza che a quanto pare soffre di asma ha riso così tanto che le è venuta una crisi respiratoria. Il palchetto era posizionato di fronte a una vetrata, nel video si vede chiaramente lei che esce fuori di corsa e per poco non si infarta. Non mi sono accorto di nulla, forse perché ero davvero mezzo ubriaco.

 

Se potessi lasciare il tuo attuale lavoro (ricordo che tu ti occupi di assistenza telefonica internet) lo lasceresti al volo per fare sempre e solo stand up?

Sicuramente è più divertente fare stand-up comedy, ma la mia vera ambizione è non fare niente. Proprio niente. Tipo beccare il 6 al superenalotto e non fare niente di niente. Per sempre.

 

Chi siamo noi per non dargli sei numeri vincenti?

 

LaBovati

LaBovati

LaBovati è una e trina. Scrive per conto della sua FrangiArmata di parole e idee. Ama le rotture di schemi, meno quelle di scatole. Racconta da (scegliete voi un anno) i celeberrimi #tasinanta delle persone

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