Raffaella Carrà – Un anno senza il Tuca Tuca

 

Ci ha lasciati da poco più di un anno Raffaella Carrà, il caschetto biondo più famoso d’Italia. Eppure ancora si continua a parlare di lei. A cantare le sue canzoni, a emulare i suoi passi di danza, imitare la sua inconfondibile risata. Tutto ancora parla di lei. Tutto continua a far Rumore. Un’icona di stile e di tendenza intramontabile che anche oggi ricordiamo, ripercorrendo i momenti salienti della sua vita.

Raffaella Carrà, non è altro che lo pseudonimo di Raffaella Maria Roberta Pelloni, è nata a Bologna il 18 giugno 1943. Artista poliedrica, ha sapientemente svolto il ruolo di soubrette, cantante, ballerina, attrice, presentatrice, showgirl e autrice televisiva.

E’ stata incoronata la regina della televisione italiana, raggiungendo soddisfazioni lavorative poiché è riuscita a vendere oltre 60 milioni di dischi. Poco prima della sua morte, la rivista britannica The Guardian l’ha proclamata come sex symbol europeo, definendola «l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso».

Tanti Auguri, Pedro, Fiesta, sono tra le tante canzoni della Carrà diventate delle hit di successo e dei veri e propri tormentoni, conosciuti sia da grandi ma anche dalle nuove generazioni. A un anno dalla sua morte continua ancora a far parlare di sé. Notizia di pochi giorni fa è stata inaugurata una piazza a suo nome nel centro di Madrid, essendo da sempre amatissima dal pubblico spagnolo.

Mentre a Roma si cerca di vendere il lussuosissimo appartamento di sua proprietà, nel giorno del primo anniversario della sua dipartita, sul lungomare di Bellaria, comune italiano in provincia di Rimini, si balla il Tuca Tuca. “Raffaella non è morta, è in tournée”, queste sono state le parole di Enzo Paolo Turchi, ballerino e coreografo che per anni ha affiancato Raffaella in molti spettacoli.

 

Vanessa Amico

Vanessa Amico

Siciliana doc, classe 1990, amante di esplorare posti nuovi, curiosa di tutto ciò che mi circonda, ho fatto di questo difetto (forse) il mio più grande pregio: amo scrivere, adoro raccontare. Oltre che collaborare per il periodico GpReport.it, scrivo per il blog di una web radio e per il quotidiano La Sicilia.

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