Pinuccio Sciola – La pietra è vita

Possono le pietre parlare con pienezza e portento? Si, grazie al genio che le ha sapute ascoltare quando sussurravano.

Possono le pietre parlare con pienezza e portento?

Si.

Ne ho visto due l’estate scorsa nel litorale di Golfo Aranci e una mentre attraversavo Piazza Gramsci a Cagliari qualche giorno fa.

Si.

In tutte e tre le occasioni mi sono fermata a osservare: maestose, pronte a parlare, meglio ancora suonare.

 

Tutte e tre hanno la stessa firma: Pinuccio Sciola.

 

Pinuccio verrà per sempre ricordato come colui che ha dato vita alle Pietre Sonore e le ha fatte suonare.Sciola aveva elaborato la teoria secondo cui le pietre non sono oggetti inanimati, ma corpi che custodiscono un’anima con una vera e propria voce interiore. 

Scelte delle enormi stele, di basalto o calcaree, si lavorano e si praticano delle fenditure. Fatto questo, passando sopra le fessure, un altro oggetto o a sua volta una piccola pietra – magia! – queste suonano.

Pinuccio Sciola fu geniale e introdusse, negli anni novanta, persino in concerti jazz le sue Pietre Sonore.

 

L’immaginazione è una vocazione.

 

Conosciuto ai più con il nome di Pinuccio, Sciola è stato uno scultore italiano. Nato a San Sperate nel 1942 da una famiglia di contadini, fin da subito mostra quello che è il suo talento: l’arte cattura la sua attenzione. Partecipa a una mostra-concorso dedicata a studenti di ogni ordine di età e vince una borsa di studio, quella che gli permetterà d’iscriversi e frequentare il liceo artistico di Cagliari: l’inizio.

 

Viaggerà Pinuccio e tanto: dal Magistero d’arte a Firenze fino a l’Accademia internazionale di Strasburgo, frequenta nel 1967 l’università Moncloa a Madrid per poi trasferirsi a Parigi. Studia e sperimenta: trasforma il suo paese in un museo a cielo aperto. Sono centinaia i Murales di San Sperate e le sue opere, sculture e pietre sonore, conservano, ancora oggi, la bellezza e il fascino che ha saputo dare al suo paese natale. L’attaccamento dei suoi compaesani è meraviglioso: il giorno della scomparsa, gli renderanno omaggio, ringraziandolo simbolicamente con centinaia di drappi bianchi e presenzieranno in 8000 al suo funerale.

 

Un gesto destinato a pochi, pochissimi.

 

Le sue origini contadine hanno sempre contraddistinto il suo attaccamento alla natura e Le su Pietre, vere e proprie opere, hanno ispirato artisti, musicisti e compositori. Il suo genio sonoro è arrivato ovunque nel mondo da San Sperate, passando per Barcellona, Stoccarda, Monaco, Zagabria, Versailles, Parigi fino a Città del Messico. Sappiamo che la lista si allungherà nei prossimi anni.

 

Il suo viaggio nelle sonorità delle pietre continua malgrado la sua scomparsa grazie alla Fondazione Sciola, ai suoi figli e alla presenza, nel suo paese di origine del giardino sonoro dove si possono ammirare, ma anche ascoltare, magistralmente suonate da Maria, la figlia, centinaia di menhir. 

 

Tutti dovrebbero conoscere la bellezza di quei suoni. Tutti dovrebbero sentire la voce della natura di queste splendide pietre parlanti. 

 

LaBovati

LaBovati

LaBovati è una e trina. Scrive per conto della sua FrangiArmata di parole e idee. Ama le rotture di schemi, meno quelle di scatole. Racconta da (scegliete voi un anno) i celeberrimi #tasinanta delle persone

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