Nicola Urru – La sabbia come tela

Le sue sono creazioni effimere che vanno ben oltre i confini tradizionali di pittura e scultura. Ogni sua creazione è un incastro prezioso sulla spiaggia, alla portata di tutti quelli che hanno a cuore l’arte e la vita quotidiana – e non – che emerge nelle sue opere.

Nicola Urru è un artista. Pochi giri di parole. Si ispira alla corrente “land art” e in Sardegna ne avevamo bisogno. Questa corrente artistica vede il suo autore intervenire direttamente sul paesaggio naturale. Nicola mette le mani e il suo estro artistico nella sabbia. Quella della spiaggia di Platamona nel nord di Sandalia.

Le sue sono creazioni effimere che vanno ben oltre i confini tradizionali di pittura e scultura. Ogni sua creazione è un incastro prezioso sulla spiaggia alla portata di tutti quelli che hanno a cuore l’arte e la vita quotidiana – e non – che emerge nelle sue opere.

Ho trovato per caso – se esiste ovviamente – la sua straordinarietà complice l’algoritmo di Instagram di questa scoperta grandiosa. Non ho resistito alla tentazione di contattarlo tanto belle e affascinanti le immagini – video e foto – presenti sui suoi social.

Come capire un artista? Dalla ricerca delle parole, spazi e tempi che usa. In questo caso anche dal rispetto per la natura.

Da dove nasce questa passione per la scultura nella sabbia?

La passione per la sabbia nasce dall’amore per la mia terra… È la mia musa ispiratrice. La vedo così affascinante e misteriosa. Il paesaggio sardo è ancora aspro, selvaggio e silenzioso, esso parla  solo con il rumore del vento e delle onde… Utilizzo la sabbia come una tela bianca su cui esprimere le mie sensazioni. È materia viva sulle mie mani, un elemento naturale che si disgrega rapidamente dal tempo… Spesso anche durante l’esecuzione dell’opera soffiata via dal vento per poi tornare a far parte dell’ambiente…

Ho letto che Platamona è stata scelta perché vicina a casa tua, ma hai una spiaggia dove vorresti dar vita a una tua creatura?

Per quanto dipende il luogo beh ovviamente devo conciliare la mia vita privata, i miei impegni e obblighi lavorativi con questa mia passione e Platamona è la spiaggia più vicina alla mia abitazione, inoltre trovo che abbia una distesa di sabbia superiore ad altre spiagge vicine e ciò mi permette di realizzare le mie opere in grandi dimensioni.  Se non fosse solo un hobby e non avessi una famiglia e avessi ingenti risorse economiche perché no girerei il mondo alla ricerca di spazi incontaminati x realizzare le mie opere, magari spaziando e non facendo solo sculture di sabbia perché il vero artista di questa corrente che prende il nome di LAND ART modifica gli ambienti ma non in maniera invasiva ma temporanea con enorme rispetto della natura.

Quanto tempo impieghi per una scultura? Il tempo che impiego ovviamente è relativo nel senso che dipende da tanti fattori: climatici, fisici e ovviamente dalle dimensioni delle opere e dalla complessità della scultura che varia con il soggetto. Però in linea di massima dalle due alle tre ore.

Qual è la tua preferita? Chiedermi qual è la mia scultura preferita è come chiedere a una madre qual è il suo figlio preferito…non è possibile…ogni scultura è una mia creatura… Il significato delle mie opere si esprime nell’atto della creazione, nella concentrazione,

e nello sforzo fisico richiesti a questo scopo. Le mie opere interagiscono intimamente con

il paesaggio e parlano con esso, si completano con il profumo del mare, con il vento,

con la luce del sole. I miei soggetti sono i più svariati… Da una notizia letta la mattina su un quotidiano… A un messaggio da lanciare o una storia da raccontare, carta bianca su tutto

La sua ricerca artistica lo ha condotto in luoghi aperti e nutre un profondo amore per la natura e la volontà di sperimentare il potere dell’arte al di fuori degli ambienti espositivi o delle aree urbane. Nicola Urru ama i territori naturali. Le sue sono opere di dimensioni tali che non possono essere adeguatamente fotografate dal basso. Utilizza un drone per ampliare il campo d’azione e abbracciare l’intera realtà, sia fisica che mentale e il risultato è straordinario.

Per lui, l’arte è un processo mutevole, libero da vincoli di tempo e spazio. Non cerca un punto finale in un oggetto statico come una scultura o un dipinto. La sua è una continua esplorazione di nuove forme espressive. Sperimenta con materiali naturali, come la sabbia del mare, per creare forme geometriche primarie, interagendo con l’ambiente circostante attraverso scavi, tracce e accumulazioni.

Le sue opere sono principalmente scultoree, tridimensionali. Documentano il modo in cui il tempo e le forze naturali trasformano oggetti e gesti, esprimendo un approccio critico e nostalgico. Durante la creazione delle sue opere, alterna dinamicità e attenzione ai dettagli, mantenendo un profondo rispetto per il paesaggio e cercando di non alterare l’ambiente circostante con installazioni invasive o permanenti. Le sue creazioni si fondono con il paesaggio solo per un breve periodo, rispettando la sua effimerità.

Michael Heizer, artista statunitense, afferma – racconta Nicola – che i musei e le collezioni erano stracolmi e che i pavimenti stavano per cedere sotto il peso delle innumerevoli opere esposte, egli incitava gli artisti alla ricerca e a reinventarsi affermando che lo spazio reale esiste!.Dallo sviluppo di questo concetto parte lo studio, le sperimentazioni e la sfida all’evoluzione dell’arte di Nicola Urru.

Dalla sabbia di Platamona è tutto,

a presto per altri tasinanta,

La Bovati.

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