Michela Calledda – La Giraffa, libri e altre meraviglie

Un collo lungo che sa vedere lontano, un divano strano che accoglie libri e sorrisi e tanta tenacia, fanno de La Giraffa un punto di ritrovo di anime che amano confrontarsi.

Lei ci ha creduto ed è nata La Giraffa, libri e altre meraviglie.

 

C’era una volta La Giraffa che aveva uno sguardo vivace, delle zampe ben piantate a terra e un collo lungo, ma così lungo che riusciva a vedere molto molto lontano.

Appena alzato lo sguardo vide Siliqua, il paese con il cuore al castello del Conte Ugolino. Strizzò l’occhio a quel centro così autentico e non ebbe dubbi, quelle strade sarebbero divenute casa.

La Giraffa decise dunque di affittare un locale, chiamare a raccolta i più fedeli amici, e farne una libreria indipendente con l’ingresso in una delle piazze più centrali. La Giraffa sarebbe stata un punto di ritrovo per tutti quei libri e per quelle persone che la ospitarono. Avrebbe accolto eventi, dibattiti, presentazioni di libri e tante altre meraviglie.

In un momento post pandemico, nel novembre 2021, La Giraffa, portò nuova linfa vitale e non solo a Siliqua, ma in generale in tutta l’area e oltre. All’interno di tutta quella carta stampata una meraviglia: uno splendido divano strano. La leggenda narra che curiosi lettori, amanti delle lettere, venivano da paesi lontani per portare un sorriso da condividere in quelli che una volta si chiamavano social.

 

Oggi voglio presentarvi La Giraffa, lei si chiama Michela Calledda, impavida imprenditrice, libraia con un libro per scudo. Ironica, sarcastica – consiglio di seguirla sui social per due amorevoli sorrisi – e impegnata Michela, originaria di Siliqua, ama il mondo dell’editoria, di cui fa parte a più riprese in ruoli diversi. Il suo background l’ha portata ad aprire nel finire del 2021, nel cuore di Siliqua la libreria La Giraffa.

Ha un sorriso grande, le piace parlare con curiosi e appassionati, accoglie il made in Sardinia artigianale in libreria e tanti, tanti testi, accuratamente scelti, perché nel “piccolo” spazio a sua disposizione non può che essere così.

L’ho incontrata mesi fa dal vivo e la rincontrerò presto. Per ora ci siamo sentite per etere e qui vi riporto la nostra chiacchierata.

Si, La Giraffa ha il collo lungo ed è realistica e concreta nel guardare oltre.

 

Parlami un poco del tuo background e di come arrivi alla Giraffa, di cosa ti occupavi prima?

Per oltre dieci anni sono stata, e in parte rimango, un’operatrice culturale. Ho lavorato per diversi festival letterari (negli ultimi anni soprattutto con Sulla Terra Leggeri), e poi ho scritto libri e cultura per Gli Asini, la rivista di Goffredo Fofi, per la Nuova Sardegna e per Sardinia Post.

 

Perché aprire una libreria, e perché a Siliqua? Era il tuo sogno nel cassetto?

Ho lavorato a più riprese nel mondo dell’editoria: ho scritto, ho corretto i lavori di altri, li ho promossi e li ho venduti in una libreria che non era la mia. Nella mia precedente esperienza da libraia ho capito che quello che mi piaceva di più era il lavoro in libreria perché mi permetteva di unire il lavoro di promozione a quello dell’organizzazione di eventi. Non direi che la libreria fosse il mio sogno nel cassetto: è un’idea che ho maturato con il tempo e a partire dalle mie precedenti esperienze.

 

Cosa ti piace di più del tuo lavoro e cosa meno?

Mi piace, naturalmente il lavoro di selezione: in uno spazio piccolo come quello de La Giraffa tutto ciò che entra deve essere scelto in maniera super rigorosa perché non possiamo permetterci di cedere dello spazio a libri in cui non crediamo. Mi piace molto quello che si costruisce attorno alla libreria, tanto più quando è piccola e di provincia, e attorno ai libri con i quali la vestiamo. Mi piace il via vai di chi passa anche solo per salutare, mi piace chiacchierare, mi piace la piazza che si riempie per le presentazioni, mi piace lo scambio di opinioni e idee con chi ci sceglie, mi piace che la libreria in un paese sia uno spazio di confronto e di incontro tra anime diverse. Non mi piace il lavoro di gestione: detesto tutto quello che è burocratico e mi costa dedicarmici.

 

Hai in mente di fare una succursale della Giraffa da qualche altra parte?

Me lo hanno chiesto più d’una volta e devo dire che non è un’idea che mi piace. Ho deciso di coltivare uno spazio e mi voglio dedicare solo a quello spazio. Servono troppi soldi e troppe energie per pensare di uscire dal nostro confine.

 

Le persone stanno riscoprendo la lettura prendendosi quel tempo per rallentare e stare con sé stessi?

Non lo so. E ti confesso che, per una mia deformazione personale, ho difficoltà a considerare la lettura un momento per stare con sé stessi. Considero il momento della lettura come momento intimo, ma in una realtà come la mia il libro, la lettura, è anche uno spazio collettivo e di condivisione che si sostanzia dentro le librerie e dentro le biblioteche. In questo senso per me una libreria ha senso in un paese piccolo come il mio e in questo senso posso dire che il lavoro che sto provando a fare funziona e mi piace. Mi piace considerare il libro come un concime attorno al quale far crescere progetti, storie e idee che riguardino più la comunità che il singolo.

 

Ultima domanda.

Un libro che ti sta a cuore o che consiglieresti?

 

L’intera bibliografia di Gianni Rodari che i miei genitori mi portarono in dono da un festival nazionale dell’Unità nel 1986 perché senza quel regalo bello e importante, oggi, i libri non avrebbero per me il valore sociale che hanno.

 

Michela però non si è fermata a una risposta, ve ne riporto altre che lasciano trasparire tanto di lei e di come La Giraffa sia nata tanto tempo fa e ha sviluppato il collo lungo da presto.

 

Il primo volume delle Lettere dal carcere di Antonio Gramsci nell’edizione diffusa dall’Unità perché si apre con una dedica che suona pressappoco così: “Alla mia bambina Michela perché la vita di questo grande comunista sardo possa essere per lei un esempio di passione e lealtà”.

 

Jane Eyre di Charlotte Brontë perché è il libro che ha fatto di me una lettrice: avevo otto anni quando l’ho letto, mi nascondevo sotto le coperte con la pila per non essere interrotta, era un libro angosciante, mi terrorizzava ma più avevo paura più volevo sapere e questa è diventata la mia condanna

 

Vuoi star zitta, per favore? Di Raymond Carver perché a volte i libri ti cambiano davvero la vita e dopo questo libro la mia vita è davvero diventata un’altra cosa.

 

Il divano strano è il divano più comodo del Sud Sardegna, fossi in voi, andrei a sedermici sopra, almeno una volta.

 

LaBovati

LaBovati

LaBovati è una e trina. Scrive per conto della sua FrangiArmata di parole e idee. Ama le rotture di schemi, meno quelle di scatole. Racconta da (scegliete voi un anno) i celeberrimi #tasinanta delle persone

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