Francesca Zucca, la nuova stella del nuoto sardo

Lo sport insegna a perseverare. Tempra il carattere, dimostrando che è possibile stringere i denti quando si è alle corde e non arrendersi davanti ai momenti negativi e a difficoltà che appaiono insormontabili. Ancor di più questo lo insegna una disciplina come il nuoto dove, quotidianamente, chi la pratica si trova a tu per tu con i propri limiti e con la fatica. Limiti e fatica che di certo non spaventano Francesca Zucca, una delle nuotatrici più talentuose di sempre della storia del nuoto sardo, nonché detentrice dei record sardi Assoluti sui 50, 100 e 200 rana sia in vasca corta che in vasca lunga. Diciotto anni, iscritta all’ultimo anno del Liceo Scientifico Pacinotti a Cagliari, la portacolori dell’Esperia seguita dal tecnico Marco Cara, 44 anni, a Torino il 9 febbraio ha siglato il nuovo record sardo Assoluto in vasca corta sui 50 rana con il tempo di 31’’14, così come il 16 marzo a Quartu sulla doppia distanza con il tempo di 1’06’’66. Sempre a Quartu, il 23 marzo, ha stabilito un nuovo primato regionale Assoluto nella 4×100 mista in 4’10’’99 insieme alle compagne di squadra Sofia Argiolas, Sophia Dubois e Sara Lai. Risultati di spessore che si aggiungono a quelli conseguiti lo scorso anno dove la Zucca ha conquistato due medaglie di bronzo nella staffetta 4×100 mista e nella 4×100 mista mista ai Campionati Mondiali Juniores, diventando la prima nuotatrice sarda ad avere partecipato alla competizione. A livello individuale, inoltre, ha colto il quinto e il sesto posto sui 100 e 200 rana distanza questa dove, a novembre a Riccione, ai Tricolori Assoluti invernali in vasca lunga si è laureata vice campionessa italiana Assoluta. Spirito di sacrificio, determinazione e talento sono i suoi marchi di fabbrica, a cui si aggiunge la consapevolezza che ogni allenamento e ogni gara rappresentano tasselli preziosi per il suo percorso di crescita, sia dal punto di vista sportivo che umano.

Francesca quando hai iniziato a nuotare e quali sono i tuoi punti di riferimento?

Ho iniziato intorno ai 3-4 anni, dal settembre del 2020 mi sono trasferita all’Esperia e mi segue Marco Cara. Sono tante le figure di riferimento importanti, indubbiamente direi Lilly King, Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri.

Più volte ti sei confrontata con Benedetta Pilato, primatista europea in vasca corta sui 50 rana.

Esattamente, Benedetta è una grandissima atleta, vedere una mia coetanea gareggiare a certi livelli è impressionante. Allo stesso tempo, è uno stimolo per fare sempre meglio.

Quanto è importante la figura del tuo tecnico?

Con Marco ho un rapporto splendido, che è cresciuto negli anni forgiandosi negli istanti più difficili. È un tecnico preparatissimo su cui posso contare sempre.

Nuoti ad alti livelli sia i 50 che i 100 e i 200 rana: in quale distanza ti trovi meglio?

Attualmente mi trovo meglio sui 200 che credo rappresenteranno il fulcro delle mie stagioni negli anni a venire.

Cosa ami maggiormente del nuoto?

Il nuoto fa parte di me da sempre. Del nuoto amo la libertà che trasmette, nuotare è un momento in cui ci si prende tempo per se stessi e si stacca da tutto il resto.

Quali sono i tuoi obiettivi al di fuori del nuoto?

Una volta conseguito il diploma, vorrei fare la facoltà di psicologia perché l’aspetto umano ed emotivo delle persone mi affascina tantissimo e mi piace l’idea di poterle aiutare a stare meglio. Inoltre, essendo mia madre tedesca, vorrei imparare bene il tedesco.

Cosa hai provato prima di scendere in vasca ai Mondiali Juniores lo scorso anno?

È stata una esperienza magica che ho vissuto molto bene, ero molto motivata e consapevole dell’importanza del momento che stavo vivendo. Nonostante ciò, ho cercato di godermi ogni singolo istante e di affrontare le gare con la massima serenità nonostante il palcoscenico decisamente prestigioso.

Sui 100 rana ai Mondiali di categoria hai colto il quinto posto mentre sui 200 sei arrivata sesta. In quale delle due prove sei riuscita a esprimerti meglio?

Direi sui 200 ma sono molto soddisfatta di entrambe le gare. Nei 100, essendo la mia prima finale mondiale, un po’ di tensione si è fatta sentire. Sui 200, invece, ero maggiormente preparata avendo già disputato i 100 e ho affrontato la finale con decisione e tenacia.

L’anno scorso hai ottenuto ai Tricolori Assoluti invernali sui 200 rana la medaglia d’argento. Ti aspettavi un risultato simile?

Dalle settimane precedenti, sapevo visti gli allenamenti, di poter rendere bene, inoltre avevo il terzo tempo di accredito. Ero consapevole di poter lottare per una medaglia ma non mi aspettavo di arrivare seconda, è stata una splendida sorpresa.

Ti trovi meglio in vasca corta o in vasca lunga?

Direi proprio in vasca lunga, perché mi consente di avere continuità nella nuotata che invece la vasca corta spezza con le virate.

Che stagione sarà per te questa?

Quest’anno avrà la precedenza lo studio, avendo l’esame di maturità. Nonostante ciò, continuerò ad allenarmi e a gareggiare con serenità ed entusiasmo, consapevole che questo sarà un anno di crescita di cui fare tesoro sotto tutti gli aspetti.

Qual è l’insegnamento più prezioso che ti ha trasmesso il nuoto?

Il nuoto mi ha insegnato che la perseveranza premia sempre, nonostante le difficoltà e i momenti negativi. Inoltre, mi ha fatto comprendere l’importanza della pazienza: si tratta di un elemento fondamentale su cui ogni persona costruisce il proprio percorso, sia sportivamente che umanamente.

Mattia Lasio

Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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