Costantino Nivola – La tecnica del sand casting

Dalla Sardegna a New York, passando per Parigi. Ha dovuto percorrere quasi 7000 chilometri per dare sfogo alla sua vena artistica e alla sua creatività. Costantino Nivola, è partito da Orani una cittadina della provincia di Nuoro da meno di tremila abitanti per poi consacrarsi in America come artista e scultore.

Chi è Costantino Nivola

 

Ha vissuto negli anni ‘90. Nato nel 1911 a Orani, morto a East Hampton nel 1988. Lungo il percorso una vita artistica ricca di creatività e soddisfazioni. Una prima forma d’arte la apprese dal padre muratore e ad appena quindici anni inizia a lavorare come apprendista con Mario Delitala, pittore e incisore, aiutandolo nella decorazione dell’aula magna dell’Università di Sassari.

 

Qualche anno dopo si diploma come grafico pubblicitario. Trasferitosi a Milano, nel 1936 trova lavoro presso la Olivetti come direttore dell’ufficio grafico e realizza le decorazioni del padiglione italiano all’Esposizione universale di Parigi.

 

Due anni dopo sposa la tedesca di origini ebraica Ruth Guggenheim – conosciuta durante i suoi studi da grafico pubblicitario -, figlia di un affermato neurologo e di una storica dell’arte. E di lì a poco, a causa delle persecuzioni antisemite, la coppia lascia l’Italia per rifugiarsi inizialmente a Parigi, salvo poi volare verso New York.

 

Dopo un primo momento di smarrimento in America, nel 1940 diventa Art Director della rivista Interiors. Ricopre questo ruolo per sei anni. Il nuovo ambiente porta nuovi stimoli a Costantino Nivola e anche stabilità.

 

Tra il 1944 e il 1947 nascono i due figli della coppia: Pietro e Chiara. Nel 1948 acquista casa a East Hampton, che diventa anche il suo studio. Qui nasce la tecnica del sand casting, ossia la tecnica della colata di cemento sulla sabbia modellata. Una tecnica nata in spiaggia giocando con i figli.

 

Questa stessa tecnica viene utilizzata qualche anno dopo per la ristrutturazione della casa. Agli inizi degli anni ‘50 fa ritorno – per poco tempo – in Sardegna, dove realizza dei disegni per la campagna antimalarica della Fondazione Rockefeller per conto della rivista Fortune.

 

Dalla fine degli anni ‘50 inizia il suo periodo di insegnamento. Parte con l’Università di Harvard in qualità di professore di disegno, poi passa al dipartimento d’arte della Columbia University ottenendo diversi riconoscimenti. Continua l’attività di insegnamento nuovamente all’Università di Harvard e successivamente all’Università di Berkeley.

 

Fa visita anche all’Accademia americana di Roma. Conquista anche l’Olanda e nel 1975 diventa membro onorario della Royal Academy of Fine Arts dell’Aja. Nello stesso periodo conosce l’artista Maria Lai, con la quale collabora per la realizzazione del Lavatoio Comunale di Ulassai.

 

Poco prima della morte, inizia la lavorazione delle sculture per la sede del Consiglio Regionale della Sardegna a Cagliari.

La sua arte per la Sardegna

 

Ha prima lasciato la Sardegna per studiare e lavorare nel nord Italia, poi ha lasciato il Bel Paese per via del fascismo, ma Costantino Nivola – pur avendo trovato nell’America una terra da conquistare con la sua arte – non ha mai dimenticato la Sardegna.

 

Prima della fuga ha realizzato le decorazioni della sala per il Veglione della Stampa al Teatro Verdi di Sassari, poi ha eseguito alcune opere decorative per la villa di Cala Gonone dell’imprenditore Gianni Ticca (oltretutto uno dei membri più influenti del fascismo sardo).

 

Dopo la fuga torna in Sardegna nel ‘52 grazie alla rivista Fortune e qualche anno dopo fa ritorno nella sua città natale, Orani, per realizzare il graffito della Chiesa di Sa Itra, oltre ad alcune sculture esposte nelle strade del paesino. Alla fine degli anni ‘50 partecipa al concorso per la realizzazione del monumento dedicato alla Brigata Sassari, ma senza successo.

 

A metà degli anni ‘60 realizza la sua prima opera pubblica in Sardegna, a Nuoro. Una piazza dedicata a Sebastiano Satta. Fino agli anni ‘70-’80, quando collabora per il Lavatoio Comunale di Ulassai e per le sculture presenti nella sede del Consiglio Regionale della Sardegna a Cagliari.

 

Marco Deiana

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