Che festa Cool Caddish! Trent’anni di carriera il 17 maggio agli Intrepidi Monelli

Il tempo è un gioco, scrive saggiamente il filosofo greco Eraclito. C’è chi prende parte alla partita e chi, invece, preferisce stare sugli spalti senza rischiare. Gabriele Galietta, 43 anni, in arte Cool Caddish di certo non sta a guardare, continuando a mettersi alla prova dopo ben trent’anni di carriera che festeggerà il 17 maggio alle 21 a Cagliari al Teatro degli Intrepidi Monelli del direttore artistico Sergio Piano, in viale Sant’Avendrace. Una vera e propria festa, ricca di ospiti che non è ancora il momento di svelare e molte altre sorprese che allieteranno la serata. Una serata particolarmente sentita, dove uno degli Mc più rappresentativi della storia dell’hip hop sardo ripercorrerà un percorso ricco di esperienze e progetti – 36 gli album pubblicati sino a questo momento – scanditi da rime, riflessioni e l’immancabile ironia che lo accompagna giornalmente, sui palchi come nella vita quotidiana.

Caddish nel 2023 hai festeggiato trent’anni di carriera, una cifra importante. Lo avresti mai detto quando hai iniziato?

Beh no, non l’avrei mai detto ovviamente. Quando si è piccoli è difficile fare previsioni e progetti a lungo termine. Di sicuro, oggi come allora, ho una passione enorme verso la cultura hip hop e verso la musica, sono stato letteralmente risucchiato dentro questi mondi tanto che questi trent’anni sono letteralmente volati e direi pure piuttosto bene.

Quale è stato il momento più importante del tuo percorso?

Sicuramente quello in cui a 13 anni sono entrato nello storico studio della R.C.M. nel quartiere della Marina a Cagliari per cominciare a registrare il mio primo demo. Da lì è cominciato questo magnifico viaggio.

Il momento più brutto invece?

Ci sono stati tanti momenti complessi, è inevitabile che sia così. Il più brutto, comunque, sarà nel momento in cui smetterò.

Il 2024 è un anno che ti vede impegnato in tanti nuovi progetti tra cui quello di una etichetta.

Esattamente, è un’idea mia e del mio produttore Riccardo Cappai in arte The Cashier. L’etichetta si chiama Musical Taco e si appoggia alla R.C.M. Records di Maurizio Casu per ciò che concerne le registrazioni. Strizza l’occhio al talento, in qualsiasi genere musicale, senza limitarsi semplicemente all’ambiente del rap.

Che live sarà quello del 17 maggio al Teatro degli Intrepidi Monelli a Cagliari?

Sarà un momento importante, ricco di sorprese che ancora tengo celate. Suonare in teatro mi affascina moltissimo, anche perché è un mondo che mi è sempre piaciuto sin da quando ero adolescente. Nel periodo scolastico, tra l’altro, ho interpretato il misogino nella ‘’Locandiera’’ di Carlo Goldoni, successivamente quando ho lavorato come disc jockey nelle navi da crociera mi sono occupato anche delle luci durante gli spettacoli teatrali. Il live che farò agli Intrepidi Monelli sarà differente rispetto alle serate canoniche: il mio pubblico è cresciuto con me, siamo diventati grandi insieme, voglio quindi creare un’empatia diversa e una interazione maggiormente intima. L’ambiente del teatro è il contesto perfetto per realizzare tutto questo.

Stai lavorando anche a un podcast, sempre al teatro degli Intrepidi Monelli, in compagnia di un altro Mc cagliaritano ovvero Mattia Fanni in arte Ekri.

Proprio così, ancora non anticipo nulla ma abbiamo studiato questo progetto nei minimi dettagli. Sarà un podcast diverso dal solito, sarà uno scambio generazionale tra me e Mattia, dove affronteremo varie sottoculture e sottomondi che non sono particolarmente conosciuti.

Qualche giorno fa è stato celebrato il trentennale del capolavoro del rapper americano Nas ‘’Illmatic’’, una vera e propria pietra miliare. Cosa rappresenta per te quel disco e quale traccia preferisci?

Parto dal presupposto che Nas è il mio rapper preferito, quindi per me quell’album è oro puro. Quando uscì, qui a Cagliari arrivò solo una copia in uno storico negozio di dischi avanti anni luce chiamato ‘’Dattena’’, poco sopra piazza Garibaldi. Ad accaparrarsi quella copia fu lo storico writer Drim. Cinque mesi dopo, sono riuscito ad avere la sua copia tramite uno scambio: infatti, io gli diedi il mio paio di Timberland, è un aneddoto simpatico e che ancora oggi mi strappa un sorriso. Tutte le dieci tracce sono incredibili, però dovendo sceglierne una in particolare direi che quella che amo di più è ‘’Memory lane’’.

Tempo fa avevi anticipato di essere al lavoro su un nuovo album insieme a Mc Cavallo chiamato ‘’Majorca’’: a che punto siete?

Stiamo lavorando all’ultimo pezzo, non appena lo termineremo uscirà il progetto, senza dubbio entro questa estate. Sarà un disco totalmente diverso da quello che la gente si aspetta da noi, strizza maggiormente l’occhio al cantautorato e non ci sarà nemmeno una parolaccia nei testi. Abbiamo sempre amato sperimentare e questo prossimo disco lo dimostrerà pienamente.

Ti piacerebbe cimentarti nella stand-up comedy?

La stand-up è una mia grandissima passione, tra l’altro sono amico di Sandro Cappai che è l’artista sardo di punta in questo momento in questo ambito. Proprio tramite lui, tempo fa, ho fatto un esperimento completamente improvvisato che mi ha divertito parecchio. Sì, sicuramente mi cimenterò nella stand-up più attivamente, credo già a partire dai prossimi mesi partecipando ad alcuni open mic che si terranno proprio agli Intrepidi Monelli.

Cecco Angiolieri, di cui hai detto di essere profondo estimatore, diceva: ‘’tre cose solamente m’enno in grado cioè la donna, la taverna e ‘l dado. Queste mi fanno il cuor lieto sentire’’. Quali sono le tre cose che fanno il tuo cuor lieto sentire?

Proprio come il grande Cecco Angiolieri direi le donne e il dado, la taverna invece no perché non bevo più da parecchio ormai. La terza cosa, nel mio caso, è senza dubbio la vitalità che non mi è mai mancata.

Cosa rappresenta per te l’ironia?

È una parte essenziale di me, oltre che una risorsa. L’ironia permette di parlare di cose scottanti in maniera virtuosa. L’ironia non è semplice comicità, è una risata a metà che fa riflettere. Di questi tempi, direi che è fondamentale anche perché, come è noto, si ride per non piangere. L’ironia è provocazione intelligente: chi non si scontra e non si confronta non ha mai vissuto realmente.

A proposito di vita, che tempi sono questi secondo te?

Stiamo vivendo un medioevo dell’identità e questo è un peccato perché l’identità è vita.

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Mattia Lasio

Mattia Lasio è un funambolo della parola. Si alterna tra prosa, rime, articoli, racconti e molto altro che presto sarà chiaro. Cagliaritano classe 1995, si occupa di sport, cultura, spettacoli con gli occhi ben aperti su una quotidianità buffa che racchiude mille storie, apparentemente, celate.

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