Mary Poppins in 10 curiosità (e una magicamente in più)

Dalla penna di Pamela Lyndon Travers nacque un personaggio davvero unico, che apparve sul grande schermo nel 1964.

Una donna incredibile, un po’ maga un po’ tata. Si tratta di Mary Poppins.

Pronti per 10 curiosità supercalifragilistichespiralidose? (se l’avete letto tutto d’un fiato, i miei complimenti!)

 

  1.  Supercalifragilistichespiralidoso esiste (nell’Oxford Dictionary)

Pensate che dopo “petaloso” nessun termine più bizzarro possa essere trovato sfogliando le pagine di un dizionario? Sbagliato. Il termine inglese “Supercalifragilisticexpialidocious” viene riportato su una colonna del Daily Orange firmata da Helen Herman, che lavorava per l’Oxford English Dictionary. Correva il 10 marzo 1931 ed il termine (nell’articolo riportato nella versione “supercaliflawjalisticexpialadoshus “) “…implica tutto ciò che è grande, glorioso, splendido, superbo, meraviglioso”.

In una sola parola: Su-per-ca-li-fra-gi-li-sti-che-spi-ra-li-do-so!

 

  1. Chi darà il volto (e la voce) a Mary Poppins?

Il ruolo principale, quello della magica bambinaia Mary Poppins, era bello tosto. L’attrice in questione, oltre al gradevole aspetto (che nei film Disney non viene mai trascurato), doveva sapere cantare e ballare. Ai provini finali arrivarono in tre: Julie Andrews, Bette Davis e Angela “La Signora in Giallo” Lansbury. Alla fine la spuntò Julie Andrews, complica il fatto che l’altro ruolo per cui era in lizza, quello di Eliza Doolittle in “My Fair Lady”, fu assegnato ad Audrey Hepburn. La Lansbury, qualche anno dopo, reciterà come protagonista in “Pomi d’Ottone e manici di scopa”, lungometraggio Disney che tanto deve a “Mary Poppins”, dalle animazioni ad alcuni attori, come David Tomlinson.

 

  1. Bert non lo sopporto, parola di Pamela Travers

Il personaggio di Bert fu creato appositamente per la trasposizione cinematografica del 1964. Nel libro della Travers non vi è traccia. Per il suolo fu scelto l’americanissimo Dike Van Dyke. Il nostro buon Bert provò ad emulare l’accento “Cockney” (cioè del londinese verace) con un risultato discutibile. Un po’ come se un milanese provasse a parlare con un accento logudorese. Difficile crederci.

 

  1. Quanti ruoli (e quante voci) per pochi protagonisti

Gli attori che fecero parte del cast non solo recitarono la loro parte ma ricoprirono latri ruoli, sia questi fossero in carne e ossa, sia fossero in china e matite. Qualche esempio? David Tomlinson, oltre a prestare il suo volto a Mr. Banks, il padre dei due bimbi, diede la sua voce al pappagallo – ombrello di Mary Poppins, la volpe che fugge dai cacciatori e il “nonnino” durante la scena animata delle giostre. Dick Van Dyke interpretò, oltre a Bert, anche Mr. Dawes Sr. (il vecchietto proprietario della Banca dove lavora Mr. Banks). Quando si dice ottimizzare le risorse presenti…

 

  1. Con un poco di zucchero la pillola va giù (anche il vaccino per la Polio)

L’idea per una delle tracce più interessanti del film “Un poco di zucchero” è legata ai figlioli di Robert Sherman, uno dei due fratelli che composero la sound track. I suoi ragazzi erano andati a fare il vaccino antipoliomielite. Alla domanda –logica- del padre se il vaccino avesse fatto loro male, essi risposero: “No, ce l’hanno dato (il vaccino) con un poco di zucchero”. Ed ecco il colpo di genio”

 

  1. La bionda Julie e la bruna Mary: due in uno

Per interpretare Mary Poppins, che la scrittrice Pamela Travers aveva immaginato con una capigliatura castana, Julie Andrews dovette recitare con indosso una parrucca. Sì, perché Julie –come si vedrà in altre pellicole- era naturalmente bionda, oltre naturalmente e innegabilmente bellissima.

 

  1. Chi doppia il pettirosso? Mary Poppins (Come, scusa?)

Durante la canzone “Un poco di zucchero”, Mary Poppins duetta con un usignolo. La particolarità è che l’uccellino venne doppiata proprio dall’attrice che interpretava la bambinaia, ossia Julie Andrews. Trovala una che sappia cantare, ballare, recitare, doppiare un pettirosso e sorridere costantemente.

 

  1. Quante guest – star (tu le riconosci tutte?)

All’interno del film pullulano le Guest – Star. Vi faccio due esempi gustosissimi: la “vecchietta dei piccioni” che appare sulle note di “La Cattedrale” è Jane Darwell, Premio Oscar come migliore attrice protagonista per “Furore” del 1941. Fu lo stesso Walt Disney ad andare personalmente a convincere Mrs. Darwell ad apparire. La seconda guest è per veri intenditori: alla fine della scena in cui Jane e Micheal vanno alla Banca dove lavora il padre, appare una vecchia vestita di stracci. Dietro i cenci si nasconde Betty Lou Gerson, che tre anni prima aveva prestato la voce nientepopodimeno che a Crudelia De Mon ne “La Carica dei 101”.

 

  1. Un esordio da Oscar per Julie

A 29 anni Julie Andrews fece il suo esordio sul grande schermo proprio con la pellicola della Disney. Fu un esordio incredibilmente fortunato per la Andrews: recitò in innumerevoli film, tra cui molti musical. Per la sua interpretazione di Mary Poppins ricevette l’Oscar 1965 come migliore attrice protagonista, oltre che battere Audrey Hepburn, anche lei candidata per il premio con il film “My Fair Lady”. Quelle vengeance!

 

  1. Jane e Micheal erano davvero convinti che Mary Poppins fosse magica (anche nella realtà)

Ricordate la scena in cui Mary Poppins poggia la sua borsa al tavolo e comincia ad estrarre una miriade di oggetti tra i più strampalati, compreso un appendiabiti? I bambini che interpretavano i due fratelli Banks, Karen Dotrice e Mattew Garber, non sapevano che la scena prevedesse quel tipo di effetti speciali. Le loro espressioni stupite all’inverosimile sono del tutto reali. Potere del cinema!

 

  1. Dike Van Dyke sempre presente (anche nel Ritorno)

Soltanto uno tra gli attori presenti nel primo film appare anche nel sequel del 2018, “Il Ritorno di Mary Poppins”. È l’inossidabile Dike Van Dyke. Come sempre, la sua presenza – anche se stava antipatico alla Travers- rende il tutto un po’ magico e nostalgico, specie con chi ha letteralmente sbranato il primo film (non alzate tutti le mani contemporaneamente; so che lo conoscete a memoria)

 

Dal 1964 ci ha fatto cantare e sperare di incontrare una tata così. È un classico intramontabile che nel 2018 ha visto un sequel cinematografico, con Emily Blunt nel ruolo di Mary.

Del resto, ricordiamoci che “Con un poco di zucchero” … qualsiasi cosa va giù.

 

 

 

Picture of A. b. C. Alberto Caboni

A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

GUARDA ANCHE

Riproduci video
Riproduci video