“Il Mago di Oz” in 10 punti (e che curiosità!)

Correva l’anno 1939. Mentre in Italia erano in vigore le Leggi Razziali e si pregustava l’idea di una guerra-lampo per conquistare gli obiettivi e l’Europa era quasi in balia del Terzo Reich, negli Stati Uniti d’America –e più precisamente nel Kansas- la giovanissima Dorothy Gale e il suo cane Toto, dopo un tornado, scoprono di non essere più nel Midwest ma nel Regno di Oz.

Pronti per 10 punti, 10 curiosità su “Il Mago di Oz”? Prendete le scarpette e andiamo!

 

  1. Il Leone è vero (finché non ha avuto caldo…)

Per la parte del Leone, i responsabili del casting pensarono al Leone simbolo della MGM (il felino che apriva ogni produzione della Metro-Goldwyn-Mayer). Vuoi perché il gattone sarebbe costato uno sproposito, vuoi perché gli altri attori non sapevano se sarebbero finiti nel suo cestino del pranzo, fatto sta che del leone si tenne solo la pelle (Non di quel Leone, sia ben chiaro: venne usata una VERA pelle di Leone) e si creò un costume, “leggero” 45 kg circa, che fu fatto indossare a Bert Lahr.

 

  1. Toto non è Toto (ma Terry)

Il cagnolino che intrepretava il cagnolino Toto non si chiamava così. Né tantomeno era un rappresentante del sesso maschile. In realtà, era una cagnolina che si chiamava Terry. Si infortunò per due settimane: una scimmia alata (una comparsa vestita da scimmia alta, siamo precisi) la calpestò involontariamente.

 

  1. I cavalli Verdi? Coperti di gelatina (e che buona!)

Ricordate i cavalli verdi che si vedono in alcune scene del film? Per renderli di quel simpatico colore vennero cosparsi di gelatina colorata. Le riprese furono fatte con una fretta infernale, perché gli equini (a quanto pare attori non disciplinati) passavano il tempo a leccarsi via la gelatina per mangiarsela. Ghiottoni.

 

  1. Ci scambiamo i ruoli?

In principio, il ruolo dell’Uomo di Latta fu assegnato a Roy Bolger, stimato ballerino di tip tap e attore in quel di Broadway. Tuttavia, Bolger pensava che non avrebbe reso al massimo nel ruolo di una pentola a pressione con un imbuto in testa. Così propose lo scambio di ruolo a Buddy Ebsen, che interpretava lo Spaventapasseri. Accordo fatto, fino a quando Ebsen dovette rinunciare al ruolo.

 

  1. L’Alluminio? Forse sono intollerante, disse l’uomo con le bolle sul viso

Buddy Ebsen rinunciò definitivamente al ruolo dell’Uomo di Latta a casua dell’alluminio. Per colorare la sua pelle di una bella sfumatura color latta, la Make-Up Artists usarono polvere di alluminio. Tutto molto bello, se non per due piccoli particolari: 1) Ebsen si scoprì fortemente intollerente al minerale e si ritrovò con la faccia piena di bolle e 2) inspirò così tante polvere d’alluminio da finire in ospedale per insufficienza polmonare, rischiando la pelle (o la lamiera, scegliete voi.) . a quel punto, il ruolo fu assegnato a Jack Haley.

 

  1. I nani, quei burloni (sesso, droga e musical)

Per i ruoli dei Mastichini, abitanti del Regno di Oz “salvati” provvidenzialmente dalla casa di Dorothy (con tanto di bimba presente) che precipita sopra la Strega dell’Est, furono arruolati dei nani. Alcuni di loro si fecero notare per epiche scorribande, fuori e dentro il set: alcool, deliri e commenti (piuttosto pepati) nei confronti di Judy Garland. Hai capito, i ragazzi?

 

  1. Tale madre, tale figlia (sempre sul sentiero di mattoni dorati)

Se nel 1939 il ruolo di Dorothy Gale fu assegnato, dopo un casting combattuto, a Judy Garland, nel 1972 fu praticamente una scelta naturale. La Garland aveva una figlia, guarda caso anche lei ballerina e canterina, che di nome faceva Liza e di cognome Minnelli. La stessa Liza Minnelli che alcuni anni dopo ci canterà quant’ è bella “Newwwwww Yooooooooooork”

 

  1. Nani che precipitano, streghe che bruciano: la sicurezza nel Regno di Oz (pari allo zero assoluto)

Durante le riprese, molti attori nani dovevano volare (o fluttuare) nell’aria, sospesi da invisibili corde di pianoforte. Che – indovinate? – si ruppero, facendo schiantare al suolo (da diversi metri d’altezza) gli attori.

Inoltre, l’attrice Margaret Hamilton, che interpretava la Strega dell’Ovest, era truccata con dell’ossido di rame per rendere la sua pelle di quel salubre verde. Peccato che sia un composto incendiabile e –durante la scena in cui la Strega scompare tra sbuffi di fumo – il trucco prese fuoco, lasciando ustioni di secondo e terzo grado sul suo volto. Ah, giusto per regalarvi un’ultima chicca: la “neve” che cade in alcune scene è… amianto, giusto per stare tranquilli.

 

  1. Le scarpe color rubino di Dorothy sono argentate (Ma come?)

Nel romanzo le scarpette che Dorothy “conquista” uccidendo involontariamente la Strega dell’Est sono color argento. Fu Noel Langley, sceneggiatore della trasposizione cinematografica, a mutarle in color rubino. Perché? In quel modo si sarebbero viste anche sul sentiero di mattoni gialli (a differenza dell’argento, che si sarebbe “perso”).

 

  1. Il Mago di Oz e Via col Vento: Fleming fa en-plein

Nel febbraio del 1939, il regista Victor Fleming fu “costretto” ad abbandonare il set a poche settimane dalla fine delle riprese. Il motivo? Fleming doveva iniziare le riprese di “Via Col Vento”. Il risultato finale fu che King Vidor sostituì Fleming. Entrambi i film furono un successo al botteghino e vinsero alcuni premi Oscar (2 per il Mago e 8 per Via col vento, compreso quello per la migliore regia). Mica male.

 

È una pellicola intramontabile così come lo è la storia, che prevede sequel e prequel (avete mai visto “Il Grande e Potente Oz” con James Franco? Se no, guardatelo).

 

Un film che ha 80 anni ma non li dimostra.

 

 

 

 

A. b. C. Alberto Caboni

A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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