Ex Calciatori: 10 Mestieri che…non ti aspetteresti (e una compilation dei Best Of)

L’arbitro ha appena emesso il Triplice Fischio, l’ultimo della tua carriera come professionista nel mondo del Calcio. Hai infatti deciso di appendere gli scarpini al chiodo. E qui scatta la domanda: e adesso che faccio?

Scopriamo 10 professioni scelte da più Bomber che hanno vestito le più prestigiose maglie, da quella della loro Nazionale ai club blasonati

Pronti? Dai che si va

 

  1. Dai Mister ai Misteri (della Fede)

Sono diversi i giocatori che hanno deciso di intraprendere un discorso legato alla Fede, divenendo persino pastori o preti. Il più famoso tra i 4 che vi nominerò è Taribu West, treccine colorate, genio e sregolatezza dell’Inter di fine millennio. Lasciato il calcio, è stato proclamato (o si è autoproclamato?) Pastore Pentecostale. Un cammino simile, soprattutto di fede, è stato scelto da Carlos Roa, portiere argentino di fine millennio, diventato pilastro della Chiesa Avventista del Settimo Giorno. Da ricordare anche Phil Mulryne, ex Manchester United, divenuto sacerdote dopo due anni di studio al Pontifical Irish College di Roma e laurea in Teologia in quel dell’Irlanda del Nord e Chase Hilgenbrinck, difensore USA diventato prete cattolico.

 

  1. Dal dischetto del Rigore al Disc Jockey

Dal calcio alla Musica, soprattutto quando si tratta di stare dietro una consolle e far ballare tutti. Così come in campo incantava con le sue giocate, Gaizka Mendieta – ex Valencia, Lazio e Barcellona – oggi fa ballare folle oceaniche. Come ha fatto nel 2016, durante il pre-Partita della…finale di Champions.  Non solo lui ha cercato gloria tra i piatti da DJ: ci provò anche Gianni Comandini (Milan, Atalanta) ma senza trovare la Hit vincente.

 

  1. La Colazione dei Campioni (ma anche l’Aperitivo o la Cena)

Il binomio Ristorazione – Calcio è divenuto sempre più in voga negli ultimi 20 anni. Diversi i giocatori che hanno aperto attività legate al cibo, anche prima di appendere gli scarpini. Tra coloro che hanno deciso di perseguire coerentemente la scelta di stare dietro i fornelli, Francesco Flachi, ex pilastro della Sampdoria, che ha aperto una paninoteca a Firenze e un ristorante a Nervi, Genova. Galeotta fu l’esperienza italiana (Milan e Parma) di Jesper Blomqvist. Tornato in madrepatria, il centrocampista svedese ha aperto un ristorante. Piatto Cult? La Pizza. L’Italia (ma soprattutto la Pizza) gli è rimasta nel cuore.

 

  1. Bersi gli avversari prima, un bicchiere del (proprio) vino poi

Altro settore che ha visto diversi ex-giocatori diventare veri e propri esperti è l’Enologia. Il primo che cito è Pietro Paolo Virdis, gloria del Milan, che ha aperto un’enoteca super specializzata in quel di Milano. Tra coloro che seguono il percorso del “Nettare degli Dei” sin da quando questo è ancora un grappolo d’uva, ricordiamo Andrea Pirlo, il “Maestro” e Vincent Candela, difensore della Roma scudettata. Sempre di quella squadra fortissima faceva parte Hidetoshi Nakata. Ora, il nostro fulmine nipponico è diventato un apprezzato produttore di Sakè. Prosit!

 

  1. Dai “Muri” difensivi ai Muri delle Case

C’è chi, una volta tolte le scarpe e appese al muro, ha deciso di dedicarsi proprio a quest’ultimo, nella fattispecie alle mura delle case. Tra imprese edili e immobiliari, troviamo Sandro Cois, ex Fiorentina, che lavora nel settore immobiliare. Simile percorso per l’ex Parma Antonio Benarrivo, che ha fondato n’impresa di ristrutturazioni a Brindisi. Infine, citiamo Denilson, brasiliano (Vicecampione del Mondo in Francia ’98 e Campione 4 anni dopo, nel Mondiale nippo –coreano), è divenuto…testimoniale di una nota impresa edile del suo Paese.

 

  1. Hi – Tech Football Players: la Tecnologia che corre (più di loro)

Alcuni ex giocatori hanno deciso di cavalcare l’onda della Tecnologia e dell’innovazione. Come Marco Ballotta, il recordman della Champions League (il più anziano giocatore a disputare una partita, a 43 primavere suonate), che ha fondato un’azienda legata alle nuove tecnologie nell’ambito delle risorse energetiche. Victor Valdés, numero 1 del Barcellona di qualche anno fa, ha sviluppato un’App di incontri, “Hola”, in collaborazione con l’Università di Barcellona.

 

  1. Poker (ma non di goal)

Diversi ex giocatori sono passati dal campo verde al tavolo verde, quello del Poker. Forse il caso più eclatante è quello di Thomas Gravesen, danese ex Real, soprannominato “Cane Pazzo” per la delicatezza dei suoi interventi. La sua passione sfrenata per il Poker è legata sia al patrimonio che il nostro danese è riuscito a far fruttare (si stimano 100 milioni di sterline), sia a quote di partecipazione nei più importanti Casinò. Dalla Danimarca alla Svezia, sempre con le carte nel sangue. È il caso di Thomas Brolin, ex Parma, diventato Professionista del Poker nel lontano 2006. E non è male come pokerista. Citiamo anche Ronaldo, supportato dal brand PokerStars e Denilson, anche lui –secondo gli addetti ai lavori- capace di bluffare sul tavolo come scartava i difensori ai tempi d’oro.

 

  1. Siamo sempre SportsMen, ma…

Che un giocatore resti sempre legato allo Sport ci sta. Che diventi una celebrità grazie a un’altra disciplina, è raro. L’esempio lampante è Rafael Van der Vaart, ex di Ajax e Real, che si è laureato, pochi anni fa, vice-campione del Mondo. Non con il pallone tra i piedi ma con le…freccette tra le mani. Chi, invece, ha sempre usato le mani, è Tim Wiese, ex portiere del Werder Brema e Nazionale. Dalle parate alle mosse di Wrestling: con il nome d’arte di “The Machine”, ha debuttato –bene- nientepopodimeno che nella WWE.

 

  1. Il Goal più bello è Studiare

Sono diversi i casi di giocatori (o ex) laureati che hanno sfruttato e valorizzato i loro studi. Qualche nome: Guglielmo Stendardo, ex Lazio, si è laureato in Giurisprudenza, è divenuto Avvocato superato l’Esame di Stato e ora insegna alla LUISS. Mika Aaltonen, finlandese “bidone” dell’Inter fine ’80, insegna Economia all’Università di Helsinki. Stefan Effenberg, ex Fiorentina e Bayern Monaco, lavora in banca, grazie ai suoi studi, occupandosi di crediti sportivi.

 

  1. Fallo!

Chi, invece, ha deciso di concentrarsi su altri tipi di attività, tra lo “sportivo” e il ludico, ha azzeccato bene. Primo esempio è Jonathan De Falco, belga con una carriera non fantastica in campo. Tra le lenzuola, invece, pare se la cavi bene: con il nome d’arte di Stany Falcone, fa l’attore hard. Sempre sfuggente in campo, il mitico Faustino Asprilla ha deciso di giocare…sulla sicurezza: è diventato produttore di preservativi. “El Tino”, così si chiama il Brand, ha coperto il 3% del mercato Colombiano dei Condom. Però…

 

  1. Pot-Pourri: Moda, Cinema, Musica, Politica e… Tabacchini

Per terminare, una carrellata di diverse professioni. Partiamo con la politica: vi dicono niente i nomi di George Weah e Kakhaber Kaladze? Gli ex Milan sono divenuti, rispettivamente, Presidente della propria Nazione (Libera) e sindaco della Capitale del proprio Stato (Tbilisi, Georgia). C’è chi, invece, si è dedicato al Cinema, come Frank LeBoeuf (attore ne “La teoria del tutto”, film ispirato alla vita di Stephen Hawking). C’è chi è divenuto un nome importante nella Moda (Andrej Arshavin, affermato designer di Moda), chi una rockstar (Pablo Daniel Osvaldo, ex Roma), chi fabbrica statuine in 3D di giocatori (Hasan Salihamidzic, ex Bayern e Juve). Forse il vero Bomber tra tutti è Riccardo Zampagna (ex Messina) che, avendo il vizietto delle sigarette, ha pensato bene di aprire…un Tabacchino.

 

Insomma, una volta salutata la curva per l’ultima volta, ci si re-inventa.

Certo è che alcuni ex giocatori sono sempre, comunque, irrimediabilmente nell’animo…Bomber!

A. b. C. Alberto Caboni

A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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