70 anni di Sanremo in 10 punti

La 70° Edizione del Festival di Sanremo prenderà ufficialmente il via dal 4 all’8 marzo 2020. Vi proponiamo le 10 curiosità che non tutti conoscono.

Senza fare alcun passo indietro (a noi non piacciono, preferiamo quelli avanti!), ecco 10 curiosità per raccontare 70 anni di Musica (e non solo) Italiana

Dirige l’Orchestra…

 

  1. Il numero 1 e l’eterno secondo

In settant’anni, un cantante si è distinto sugli altri, portando per ben 4 volte l’ambito premio per il primo posto a casa sua, si tratta del “Reuccio”, Claudio Villa, che trionfò 4 volte (1951, 1952, 1957, 1967). L’eterno secondo in questione è il Toto Nazionale. Mr. Cutugno, infatti, è arrivato ben 6 volte sul secondo gradino del podio. Sarà per la prossima, Toto, non è mai troppo tardi.

 

  1. Tra Farfalle e Ciapet, il Sanremo del “vedo non vedo”

Ovviamente, durante la Kermesse canora non possono mancare momenti di nudità, voluta, intesa, intravista che sia. Forse la più celebre è la “Farfallina” di Belen. Il suo tatuaggio, una Butterfly in zona pelvico –inguinale, fece gridare allo scandalo. La Rodríguez è senza mutande! (Le aveva, le aveva…). Tornando indietro sino al 1997, ricordiamo il Lato B della Romana di Cagliari, Valeria Marini, messo in bella mostra dal diabolico Chiambretti grazie ad una fune birichina. Non citiamo tutti i casi di fuga di seni da giacche e vestiti evidentemente non concepiti per…muoversi a tempo di musica.

 

  1. Mi manda Papà – il Sanremo dei figli di…

Non parliamo di cantanti figli di Big della musica (Lì l’elenco sarebbe sterminato) ma di un’Edizione del Festival condotta – chissà per quale motivo- dai figli di VIP. A gestire la Kermesse c’erano Rosita Celentano (figlia di Adriano e Claudia Mori), Paola Dominguin (figlia del Torero Dominguin, dell’attrice Lucia Bosè e sorella di Miguel Bosè), Danny Quinn (figlio dell’Attore Anthony) e Gianmarco Tognazzi (figlio di Ugo). Tra visibili disagi e imbarazzi, il Sanremo 1989 vide vincere la coppia Anna Oxa – Fausto Leali. Loro no, non erano figli di.

 

  1. Tra Sesso, pancioni (finti) e baci chilometrici

Correva l’anno 1978: Rino Gaetano e la sua “Gianna” introducono per la prima volta, nel testo, la parola “Sesso”. Mamma mia, apriti cielo! Otto anni dopo Loredana Bertè si presenta con un pancione da 9° mese sul palco. Il pancione è finto, la provocazione no: la Bertè polemizza sulle condizioni (lavorative e no) delle donne. Sei anni prima, anno 1980, i due conduttori, Olimpia Carrisi e un certo comico toscano, Roberto Benigni… limonano sul palco per oltre 45 secondi. SE non ha scandalizzato le signore in prima fila questo…

 

  1. L’inno (anti) DC? Lo canta Wilma

Festival di Sanremo, anno 1952. Una simpatica quanto “easy listening” filastrocca, “Papaveri e Papere”, finisce non solo sulla bocca di tutti i canterini d’Italia ma anche…sui manifesti elettorali. Proprio in quei mesi si sarebbero dovute svolgere le Elezioni. I primi a riprendere il Refrain furono i Democristiani, che parlavano di tagliare i Papaveri (Simbolo dei Comunisti, a loro dire, in quanto rossi). Sarà un’arma a doppio taglio: prima i Comunisti (con il PCI), poi i Monarchici riprenderanno la stessa canzone per la “loro” campagna elettorale. Chissà cosa ne pensò la Pizzi…

 

  1. Gli sconosciuti divenuti VIP e gli sconosciuti… rimasti tale

Che Sanremo, soprattutto negli anni passati, fosse uno tra i trampolini più prestigiosi per un cantante in erba, è risaputo. Tanti sono i nomi di giovani musicisti divenuti Leggende delle sette note. Qualche esempio? Zucchero, Vasco Rossi, Laura Pausini, Elisa, Eros Ramazzotti… c’è chi, nonostante abbia vinto, è finito presto nel dimenticatoio. Esempio lampante (so che ci avete pensato in tanti): i Jalisse, vincitori di Sanremo 1997.

 

  1. Che Super gruppi sul Palco (come ospiti…e in playback)

Diversi sono stati i Gruppi (o Band) di fama mondiale che hanno accettato l’invito a suonare (in Playback, solitamente, e non per scelta loro) sul palco si Sanremo. Dai Kiss, che si esibirono nel 1981 ai Queen nel 1984 (Polemico, Freddie Mercury cantò con il microfono ben lontano dalla bocca. F**k playback, in pratica), dai Duran Duran (1985) ai R.E.M. nel 1999. Giusto per citarne un paio: l’elenco è sterminato, davvero.

 

  1. L’unione fa la forza (Si può fare di più)

Nel 1987, tre tra i più “forti” cantanti dell’epoca formarono un trio d’eccezione. Si parla dell’eterno ragazzo Gianni Morandi, del cantore d’amor Umberto Tozzi e dell’uomo della new wave, Enrico Ruggeri. La canzone che presentarono, intitolata “Si può dare di più”, era firmata da Giancarlo Bigazzi, la penna delle Hit (Gloria, Ti Amo, Lisa dagli occhi Blu, Montagne Verdi e tutte le Hit del primo Masini), lo stesso Tozzi e Raf. Inutile dire che stravinsero. Durante la serata finale, la loro esibizione raggiunse il 77% di share. Della serie: o li stavi guardando o li stavi guardando.

 

  1. Gli improbabili davanti a un microfono

Sanremo che vai, Direttore artistico che trovi. E molto spesso, quest’ultimo (che per anni è stato anche il Conduttore, pensa te…), ha portato sul palco del Festival della Canzone Italiana, personaggi che, diciamocelo, avrebbero potuto continuare a cantare tranquillamente sotto la doccia di casa. Esempi? Ve li faccio volentieri: il principe Emanuele Filiberto di Savoia (2010, Italia amore mio, feat. Pupo e Luca Canonici), la conduttrice Platinette (2015 feat. Grazia di Michele), Lorella Cuccarini, Francesco Salvi… forse raggiungiamo l’apice nel 1995. A salire sul Palco è la “Riserva Indiana”, collettivo formato da Sandro Curzi, Nichi Vendola, Mario Capanna, Antonio Ricci, Daria Bignardi, Remo Remotti, Ermete Realacci, Chicco Testa, Marco Giusti, David Riondino, Orsetta De Rossi, Paolo Pietrangeli, Bruno Voglino e Milo Manara. In pratica, tutto ma non un cantante tra di loro. Ottimo.

 

  1. È un 2008, che ne pensa? Il più schifoso degli ultimi 30 anni

Stando i dati Auditel, calcolati e raccolti da Marco Boscolo, la peggior edizione degli ultimi 30 anni è datata 2008. Conduce il Festival l’onnipresente Pippo Baudo, vincono gli sconosciuti Giò di Tonno e Lola Ponce (AKA Quasimodo ed Esmeralda nel musical “Il Gobbo di Notre Dame”, firmato Cocciante). La setlist di quell’impagabile Sanremo? Eccola: da Amedeo “Trottolino amoroso e du du dù da da da…” Minghi ai Finley, da Little Tony a Zarrillo, da Mietta a Toto Cutugno (che non arrivò 2°, bensì 4°) … Ce n’era per tutti i gusti.

 

Dunque, Signori, pronti per tirare fuori dalla naftalina il vostro smoking (E vostra Zia, visto che ci siete) e sedervi comodamente in prima fila a gustarvi il Festival numero Settanta?

Che la musica abbia inizio.

A. b. C. Alberto Caboni

A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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