10 Punti – 10 Libri da leggere sotto l’ombrellone (se solo ESISTESSERO…)

Il sole splende come non ha mai… fatto prima (per un attimo avete sperato in uno “splenduto”, “spleso” o similari, lo so), la sabbia ricorda i carboni ardenti su cui camminava Giucas Casella, l’aria è così calda che potresti arrostirci un pollo… Insomma, è tempo di rifugiarsi sotto l’ombrellone (possibilmente schermante con triplo strato anti UV, sempre che esista) e leggersi un buon libro. Sdraio o asciugamano, occhiali da sole o da vista o ciò che volete e via! a tuffarsi tra le pagine della guida scritta dai due Baggins. O un brivido (che ci sta, visto il caldo) con la lettura del manoscritto firmato dall’arabo pazzo Abdul Alzhadred.

 

Se l’idea è questa, Signori miei, ad essere impazziti (o quantomeno ad aver preso una bella insolazione) siete voi, perché questi libri non esistono. Oppure: esistono all’interno di altri libri (e non solo…) e la loro forza è così “reale” da esser divenuti, per molti, reali anch’essi.

 

Ora seguitemi, rispettando -per una volta- le indicazioni che Studio Aperto ci dà da 30 anni: non uscite nelle ore più calde, bevete tanta acqua, mangiate frutta ma -soprattutto- scoprite, in mia compagnia, 10 libri che (non) esistono.

 

  1. Necronomicon – Abdul Alzhadred (H.P. Lovecraft)

Nel VIII secolo DC, lo stregone yemenita Abdul Alzhadred redasse un “manuale di magia”, per essere eufemistici. Il volume “Al Azif” (questo il nome arabo del Necronomicon) sopravvisse al suo autore, che venne fatto a pezzi in pieno giorno da una creatura invisibile in quel di Damasco. Così ci racconta un certo Howard Philip Lovecraft, che creò tutta la storia. Esatto: il Necronomicon non esiste, così come non esistette lo yemenita (o poeta arabo pazzo) Abdul. Chissà come sarebbe successo se Lovecraft avesse deciso di scrivere Realmente il Necronomicon…

 

  1. Necronomicon Ex Mortis – Antichi Sumeri (Sam Raimi)

“Ma come, ne hai appena parlato…”, potreste dire. Giusto, anche se in parte. Il “Necronomicon Ex Mortis” deve tanto, tantissimo a Lovecraft e ad Abdul Alzhadred MA ha una genesi differente. Secondo il creatore, il regista e sceneggiatore Sam Raimi (che lo inventò all’interno della saga de “La Casa”), il “Necronomicon Ex Mortis” risale all’epoca sumera. Il tiolo originale (secondo la storia di Raimi) è “Naturon Demonto”, ossia Il Libro dei Morti. Rilegato in pelle umana e scritto col sangue, sentiamo (e vediamo) il volume nei film della saga. In particolare, figli del secolo scorso, vi ricorderete “L’Armata delle Tenebre”, terzo film della saga, dove il libro appare più volte (e dove il nostro eroe Ash Williams viene catapultato in un Medioevo alternativo e horrorifico, oltre che indossare una motosega al posto di una mano). Anche qui ci si dispiace di non poter fare una lettura edificante a base di evocazioni di demoni, ma Raimi non ha mai scritto, né tantomeno pubblicato, questo capolavoro.

 

  1. Poetica, Secondo Libro – Aristotele (Umberto Eco)

Quanti di voi hanno studiato Aristotele e il suo trattato “Poetica”? So che vi ho sbloccato un ricordo (non so quanto piacevole) del Liceo ma è per una giusta causa. Vi ricordate il Secondo libro di “Poetica”, sempre firmato dal buon filosofo di Stagira? Nessuno, questa è la risposta corretta. Proprio perché non esiste: è uno stratagemma narrativo (e che stratagemma!) che Umberto Eco inventò di sana pianta durante la scrittura de “Il Nome della Rosa”.

 

  1. Libro rosso dei confini occidentali – Bilbo & Frodo Baggins (J.R.R. Tolkien)

Ok, so che -leggendo i nomi degli autori- avete sorriso, ricordandovi di quei due Hobbit, quell’Anello malefico e tutto il casino che ruoterà attorno a esso (e non solo). Il “Libro rosso dei confini occidentali” deve il suo nome alla copertina in pelle rossa e al fatto che fosse custodito a Sottotorri dai Belpiccolo, custodi dei Confini Occidentali. ET voilà, svelato il nome; tuttavia, che cosa ci sarebbe scritto in questo libro? Beh, sarebbe un libro di memoria redatto prima da Bilbo e poi da Frodo e che narrerebbe gli eventi contenuti nella trilogia de “Il Signore degli Anelli”, creata da J.R.R. Tolkien. Di fatto, uno stratagemma per dare ancor più forza e credibilità alle vicende che riguardano i vari Regni di Arda (questo il nome della Terra nell’universo Tolkieniano). Chissà – domanda – se il “Libro rosso” è più o meno lungo della trilogia firmata da Tolkien.

 

  1. La Storia Infinita – Vecchio della Montagna Errante (Michael Ende)

“Neverending stoooooooooooooooooooooooryyyyyyyyyyyyy”, cantava Limahl nel 1986 e noi ricordiamo le gesta di Bastian, l’Infanta Imperatrice che fece innamorare buona parte di noi piccoli spettatori (per non parlare dei fiumi di lacrime versate per Artax). In questo caso, “La Storia Infinita” è il libro che legge Bastian sulla “nostra” Terra e contemporaneamente quello che leggiamo noi. Potere degli pseudobiblion (libri immaginari o fittizi). Se non l’avete ancora letto, è sempre il momento giusto. Il consiglio è quello di ricercare l’edizione italiana più vicina all’originale, che venne stampata con copertina rigida in seta, ventisei capilettera illustrati (uno per capitolo, uno per lettera dell’alfabeto) e due colori differenti per la stampa: il rosso per le parti ambientate sulla “Terra”, verde per Fantàsia. (occhio all’accento!)

 

  1. Il ritorno di Misery – Paul Sheldon (Stephen King)

Paul Sheldon è uno scrittore di successo. Per via di un incidente quasi mortale, viene salvato da Annie Wilkes, la “fan numero uno di Misery”. Misery Chastian è la protagonista di innumerevoli romanzi scritti da Sheldon che – rottosi allegramente le palle – la fa morire nell’ultimo volume. Finito così? No, perché Annie, rivelatasi non proprio la personcina ideale con cui vivere in mezzo al nulla, costringe Paul a scrivere “Il ritorno di Misery”. Il libro, se non per alcuni estratti presenti nel romanzo “Misery” (per l’appunto), non esiste. Tutto è frutto della mente di quel geniale nativo del Maine che conosciamo con il nome di “Re dell’Horror”, o più semplicemente Stephen King. “Misery” venne pubblicato nel 1987 e fu uno dei tanti, tanti, tanti successi letterari del nostro cronista dell’orrore preferito.

 

  1. La cavalletta non si alzerà mai più – Hawthorne Abendsen (Philip K. Dick)

Uno dei libri capolavoro di Dick. Una storia distopica dove le Potenze dell’Asse hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale, spartendosi il mondo (e il Continente Nord-Americano: a est i nazisti, a ovest i giapponesi). All’interno del romanzo “La svastica sul Sole” (conosciuto anche con il titolo tradotto dall’originale “L’Uomo nell’alto castello”), scritto da Dick nel 1963 e Premio Hugo, troviamo il personaggio di Hawthorne Abendsen, autore del pericolosissimo (per le Potenze dell’Asse) “La cavalletta non si alzerà mai più”. Perché pericoloso, così tanto pericoloso da costringere Abendsen a vivere segregato? Perché il suo libro racconta una storia “diversa”: l’Asse ha perso, gli Alleati hanno vinto e il mondo è -più o meno- come lo conosciamo noi.

 

  1. Teoria e prassi del collettivismo oligarchico – Emmanuel Goldstein / Collettivo (George Orwell)

Citato più e più volte all’interno dell’immenso “1984” di George Orwell, questo pseudobiblion sarebbe stato scritto da Emmanuel Goldstein, antagonista del “Grande Fratello”. In seguito si scoprirà che il manuale è in realtà realizzato da un collettivo. In ogni caso, all’interno di “Teoria e prassi…” si trovano decisamente riferimenti alle idee di Lev Trockij. All’interno di “1984” abbiamo la possibilità di leggerne, attraverso la lettura che a loro volta compiono alcuni personaggi, i primi due capitoli (o, quantomeno, parti sostanziali).

 

  1. The Princess Bride (La Storia fantastica) – S. Morgenstern (William Goldman)

Anche qui facciamo un tuffo nella nostra infanzia. Ricorderete tutti (spero) la pellicola tratta dal libro, con protagonisti Cary Elwes, Robin Wright, André The Giant, Peter Falk che interpreta un nonno baffuto… Esattamente QUEL film. Il libro di cui parlo nel titolo non esiste ma esiste: S. Morgenstern (così come Florin e tutto il resto) non esistono ma Goldman (davvero un grande scrittore) riesce a ingannarci un po’ tutti e, pagina dopo pagina, crediamo DAVVERO che il Signor Morgenstern abbia scritto questa storia e il piccolo Goldman l’abbia sentita raccontare da suo padre, un immigrato florinense (Florin non esiste, purtroppo). In ogni caso: grande libro, altrettanto grande Pseudobiblion e ottimo film. That’s all.

 

  1. Libri di Thot – Thot (???)

Chiudiamo non con uno ma quarantadue (sì, quarantadue) libri mitici. Secondo la leggenda, l’Imperatore Tolomeo II (che regnò dal 285 al 282 AC) riuscì a consultarli, mentre l’autore fenicio Sanconiatone (vissuto prima del XIII secolo AC) sostenne di avere avuto parte dei tomi. Sarà come sarà ma dei Libri di Thot non c’è traccia, se non per 22 immagini che -sempre secondo il Mito- avrebbero fatto parte della raccolta. Quelle 22 immagini sarebbero le figure principali dei Tarocchi. In questo modo, i libri (che avrebbero fornito conoscenza infinita) sono ancora tra noi.

 

Insomma, forse non potrete mai leggere questi 10 pseudobiblion ma sicuramente, se siete giunti sino a qui nella lettura, avrete quantomeno una lista di titoli (e di film) da (ri)guardare. E chi lo sa, tra qualche tempo potremo ritrovarci a commentare quest’articolo sghignazzando, mentre teniamo tra le mani il VERO Necronomicon.

 

 

 

A. b. C. Alberto Caboni

A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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