10 Punti – 10 curiosità sui Mondiali di Calcio Femminili

Il 20 luglio partiranno ufficialmente i Campionati Mondiali di calcio femminile, giunti alla nona edizione. Si disputeranno tra Australia e Nuova Zelanda. E questa di per sé è una curiosità, dal momento che i Campionati Maschili non sono ancora sbarcati nel Continente Australe (ne parleremo tra poco).

Le Azzurre, guidate dalla CT Bertolini, si sono qualificate e sono state inserite nel Girone G, in compagnia di Svezia, Sudafrica e Argentina.

Prendete il vostro borsone da gara e allacciate gli scarpini: entriamo in campo con 10 curiosità sui Campionati di Calcio femminili

 

  1. Italia presente (ed è la quarta volta)

I Campionati di calcio femminile sono stati istituiti ufficialmente dall’allora Presidente della Fifa João Havelange nel 1991. Su nove edizioni (compresa quelle che inizierà a luglio) giocate, l’Italia ha partecipato per quattro volte. La prima è datata 1991 e le Azzurre capitanate da Carolina Morace si fermarono ai quarti, battute ai tempi supplementari dalla Norvegia. Otto anni dopo, nell’edizione 1999 giocata negli USA, l’Italia non supera un girone di ferro, che prevede Messico, Brasile e Germania. Passeranno vent’anni esatti (traduci: 5 Mondiali) prima che le azzurre di CT Bertolini tornino a giocare la competizione iridata. Stavolta saranno i Paesi Bassi (poi finalisti contro gli USA) a fermare le azzurre ai quarti. Per la prima volta dall’istituzione dei Mondiali, l’Italia parteciperà per la seconda volta consecutiva.

 

  1.  La Giamaica arrivò ai Mondiali grazie a Bob Marley (anzi, alla figlia)

Correva l’anno 2010 quando la Federazione Giamaicana di Calcio femminile, a causa della mancanza di fondi, sospese le attività della Nazionale. Lo stop durò sino al 2014 quando arrivò, in veste di ambasciatrice, Cedella Marley. Se il cognome vi suona familiare, soprattutto abbianto ai colori della Giamaica, non vi state sbagliando: Cedella è una dei figli di Robesta Nesta Marley, più comunemente conosciuto come Bob. Non solo: imprenditrice, manager della “Tuff Records” fondata da Bob e stilista (sapevate che Cedella disegnò le divise della Nazionale Giamaicana per le Olimpiadi di Londra 2012?) Grazie a Cedella e alle campagne di raccolta fondi da lei avviate, la Federazione ritrovò i fondi per partecipare alla CONCACAF 2014. Quattro anni dopo, battendo le panamensi ai rigori, le “Reggae Girlz” strapparono uno storico biglietto: la prima qualificazione a un Campionato Mondiale, quello del 2019 in Francia. Potere della musica (e di Cedella).

 

  1. Le ragazze del 99, anzi “The 99ers”

1999, terza edizione dei Campionati Mondiali. Si gioca negli United States of America, terreno fertile per il movimento del calcio femminile (come vedremo dopo). La finale vide di fronte due tra le nazionali più interessanti: da una parte la Cina e dall’altra le padrone di casa. Si giocherà in uno stadio che, solo dal nome, evoca ricordi tristi nei figli degli anni ’80: il “Rose Bowl” di Pasadena. Anche in questo caso la finale viene decisa ai rigori e saranno le statunitensi ad aggiudicarsi il loro secondo trofeo mondiale (il primo fu vinto nell’edizione 1991). In quel mese, le “Stars and Stripes” riuscirono ad appassionare milioni di spettatori, tanto che la finale vide un Rose Bowl con oltre 90.000 tifosi. Non male. Le vincitrici furono ribattezzate “The 99ers”, cioè “(quelle) del ’99).

 

  1. Record di goal segnati a un Mondiale? Non appartiene (più) a Klose

Chi ha segnato più goal durante le Competizioni Mondiali? La maggior parte di voi nominerà Miroslav Klose, bomber teutonico che inanellò 16 goal nel corso di 4 Mondiali (dal 2002 al 2014). Ebbene, preparatevi a ricredervi, c’è chi ha fatto di meglio. Con 17 goal realizzati nel corso di 5 Mondiali (dal 2203 al 2019), Marta Vieira da Silva è l’attuale detentrice del record. Chissà se la CT Sundhage la convocherà…

 

  1. Il Mondiale delle controversie

Si sa, ogni evento importante e globale come un Campionato Mondiale di calcio può riservare delle sorprese e -soprattutto- può far nascere delle controversie. Nel caso di Germania 2011, le controversie tennero decisamente banco: poco prima della partenza della competizione, la FIFA estromise due tesserate della Guinea Equatoriale. Il motivo? Bilinguisa Simporé e Salimata Simporé, sorelle equatoguineane, vennero accusate di essere maschi. Non parteciparono alla competizione ma il “caso” venne risolto: dopo diversi test, fu appurata la loro innocenza. Peccato non averle viste in campo, soprattutto Salimata, bomber di razza con una media goal-partita niente male.

 

  1. La “tazzina” della discordia

Chi conosce un minimo di storia americana (ok, magari non siamo in tantissimi…) ricorderà il “Boston Tea Party”. Era il 16 dicembre del 1773 quando diversi coloni nordamericani, in segno di protesta nei confronti degli inglesi e dell’aumento delle tasse, si travestirono da Mohawk, salirono sulle navi di Sua Maestà e gettarono fuori bordo casse e casse di tè. Da allora, nonostante i secoli e il clima (decisamente) più disteso tra il Regno Unito e gli Stati Uniti, quello è un argomento “difficile”: Immaginatevi se la capitana degli Usa, Alex Morgan, segnasse in semifinale proprio contro le inglesi e -per festeggiare – mimasse di bere una tazzina di tè, con tanto di mignolo sollevato? Ok, potete pure smettere di immaginare: è successo davvero nel Mondiale 2019 e il gesto di Morgan ha scatenato polemiche incandescenti. La stessa Capitana ha chiarito il perché del suo gesto, ricordando -inoltre – gesti ed esultanze da parte dei colleghi maschietti decisamente più offensivi (vi ricorda nulla Juventus – Altetico Madrid, con “Cholo” Simeone e CR7 a indicare -alla tifoseria avversaria – i loro… genitali. Altro che tazza di tè…

 

  1. Il 7 è il numero record di Formiga (ma non il suo numero di maglia)

Il record legato al numero di Mondiali disputati, almeno nel mondo del calcio maschile, appartiene -ex aequo- a Campioni immortali, quali Lionel Messi, Cristiano Ronaldo, Lothar Matthaus. Cinque Mondiali, vent’anni di distanza tra il primo e l’ultimo. E se ci fosse chi ne ha disputati di più? Chiedete a Formiga, aka Miraildes Maciel Mota. Brasiliana di Salvador de Bahia, Formiga ha partecipato al suo primo Mondiale nel “lontano” 1995 in Svezia. A quanto pare il numero 7 le piace (anche se non è quello della maglia), visto che detiene il record di partecipazioni alle Olimpiadi. Anche in questo caso, per l’appunto, sono sette: da Atlanta 1996 a Tokyo 2020. Attualmente Formiga sta ancora giocando. Anche qui ci chiediamo: la CT Sundhage la convocherà?

 

  1. Made in America

Ricordate le “Ragazze del ‘99” made in America? Quel team fece epoca e -soprattutto- diede una fortissima spinta al movimento calcistico femminile a stelle e strisce. Gli USA, nelle otto edizioni disputate, hanno fatto la loro figura: hanno vinto nel 1991, terze nel 1995, nuovamente prime nel 1999, chiudendo il secolo con la Coppa al cielo. Gli anni duemila le vedono centrare due medaglie di bronzo (2003 e 2007), perdere in finale-shock contro il Giappone (2011), per poi inanellare due successi consecutivi (2015 e 2019). Attualmente, gli USA detengono il record delle finali consecutive raggiunte, ovvero 3 (2011, 2015, 2019). Riusciranno a fare poker di finali e inanellare il terzo successo consecutivo? Lo scopriremo il 20 agosto.

 

  1. Abbiamo fatto 13 (non al Totocalcio ma in campo)

Nell’ultimo Mondiale le Statunitensi, oltre a portarsi a casa la Coppa, hanno conquistato un altro record. Parliamo della vittoria con maggiore margine. Contro l’esordiente Thailandia, le “Stars and Stripes”, guidata da un’implacabile Alex Morgan (per lei cinque goal cinque, Signori) chiusero i novanta minuti con un tennistico 13-0. 

 

  1.  Pallone d’oro (anzi verde-oro)

Chiudiamo queste 10 curiosità tornando a parlare di Marta (le abbiamo dedicato anche un articolo, sai? https://bit.ly/42YYTUY ). La fuoriclasse brasiliana è stata nominata per 5 anni consecutivi (dal 2006 al 2010) al Pallone d’Oro, conquistando quello dell’edizione 2010. Ma ‘importanza di quest’icona del calcio femminile la si può notare anche da un “piccolo” dettaglio.  Se vi capiterà di andare in Brasile, a Rio, è obbligatoria una tappa ala “Hall of Fame” del mitico Maracanà, laddove sono raccolte le impronte dei più grandi giocatori verdeoro di sempre. ‘O Rey Pelè, D10S Diego Armando Maradona, Zico, Ronaldinho, Kakà, Platini, Ronaldo… e dal 12108 anche Marta. È, infatti, la prima calciatrice ad entrare nel Tempio degli immortali.

 

Dopo questo viaggio in 10 punti attraverso otto edizioni del Mondiale, attendiamo l’inizio di Australia-Nuova Zelanda 2023, rigorosamente con la maglia azzurra indosso a tifare le ventitré guidate d Milena Bertolini.

 

Forza Azzurre!

 

 

A. b. C. Alberto Caboni

A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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