10 Punti – 10 Curiosità su Forrest Gump (da leggere sulla panchina)

Una piuma volteggia leggera nell’aria mentre i titoli di testa scorrono, sino a poggiarsi sulla scarpa (una logorata Nike). La piuma viene raccolta dal proprietario della scarpa che la raccoglie e la custodisce all’interno di un libro.

Se avete riconosciuto (non potete dirmi di no, dai) questo intro, sapete che sto parlando di Forrest Gump. Il 6 luglio di 29 anni fa (correva l’anno 1994), la pellicola diretta da Robert Zemeckis esordiva nelle sale cinematografiche americane, pronta a conquistare Premi, botteghini e cuori di cinefili e non. In Italia arriverà il 6 ottobre, porno a fra man bassa anche nei cinema del Belpaese.

Seguitemi e sediamoci in una panchina con la “nostra” scatola di 10 cioccolatini-curiosità. Del resto, “La vita è uguale a una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita”.

 

  1. Quanto corre Hanks, ma non è quello che ti aspetteresti

Quando pensi a Forrest Gump, pensi alla corsa. Infatti, il personaggio interpretato da Tom Hanks corre come un fulmine (e questa peculiarità gli sarà molto, molto utile durante il film). Ma non tutte le scene di corsa sono state interpretate dall’Hanks che noi conosciamo. Infatti, al suo posto -per diverse riprese- c’è Jim, suo fratello minore. Tanto si somigliano che Jim & Tom si alterneranno – ad esempio- nel dare la voce a Woody, il cowboy giocattolo protagonista del franchise “Toy Story”. Che dire, il talento è nel DNA di casa Hanks.

 

  1. Una camicia a quadri davvero resistente

Durante i diversi salti temporali all’interno della narrazione, Forrest Gump indossa quasi sempre (a parte le scene in divisa militare, oppure durante il periodo della corsa sfrenata) un indumento iconico, il vero fil rouge (anzi, filo bianco e azzurro) della storia. Si tratta della camicia a quadri (non è la stessa, ovviamente, è il modello a essere uguale) che Forrest indossa da bambino, da ragazzo e da adulto. Alla fine (dai, che non faccio spoiler. È un film di trent’anni fa…) c’è un “passaggio di consegne”, anzi di camicia tra Forrest e suo figlio, Forrest Jr.

 

  1. Una panchina da Museo (e che vale mezzo milione)

Torniamo alla panchina. Già, quella semplice e ordinaria panchina su cui Forrest passa tre quarti del film (nell’arco narrativo del “presente”). È una panchina in fibra di vetro. Ne furono costruite cinque, una delle quali è custodita al Museo di Storia di Savannah (Georgia), dove si svolsero le riprese. Due copie si trovano al Museo della Paramount, una allo Smithsonian Museum e l’ultima… è di proprietà di una guardia che vegliava il set. A oggi, quella panchina ha un valore (secondo le offerte ricevute dalla guardia, sempre gentilmente rifiutate) di oltre 500.000 $.

 

  1. Forrest Gump avrebbe potuto avere la Febbre del Sabato Sera

Se ti proponessero di immaginarti un altro attore nei panni di Forrest Gump, avresti serie difficoltà a non visualizzare i lineamenti di Tom Hanks. Eppure, al momento del casting, il ruolo era conteso: in ballo, infatti, c’erano Chevy Chase (vi ricordate “Avventure di un Uomo invisibile? Lui era l’Uomo invisibile. Non facile ricordarsi il suo volto), Bill Murray (il Dottor Peter Venkman in “Ghostbusters” 1 e 2) e “Tony Manero” John Travolta. Proprio quest’ultimo era in pole position, anche perché Hanks stava valutando concretamente il ruolo di Andy Dufresne ne “Le ali della Libertà”. Alla fine, Travolta decise di sposare il progetto di un giovane e talentuoso regista, Quentin Tarantino, interpretando Vincent Vega ed entrando nella storia dl cinema (la scena del ballo con Mia/Uma Thurman, non aggiungo altro). Hanks rifiutò il ruolo di Dufresne (che poi venne ricoperto da Tim Robbins) e divenne il “nostro” Forrest.

 

  1. La Mamma è la Mamma (ma è tanto giovane…)

La scelta dell’attrice che avrebbe interpretato uno dei baluardi della vita di Forrest, la Signora Gump, fu relativamente semplice. Ad aggiudicarsi il ruolo fu Sally Field (Mrs Doubtfire, ricordate?) che fu “invecchiata” ad arte. Del resto, tra lei ed Hanks ci sono soltanto 10 anni di distanza.

 

  1. Jeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeenny (avrebbe potuto avere il volto di “Ghost”)

 “Se ti trovi nei guai non cercare di fare il coraggioso, ma corri… pensa solo a correre!”. Croce e delizia per tutti noi spettatori che ci siamo preoccupati per lei (e, in alcuni casi, l’abbiamo anche mandata a fare…), croce e delizia per il nostro innamoratissimo Forrest, Jenny Curran ha le sembianze di Robin Wright. Ma sapete che Mrs. Wright non è stata la prima scelta? Prima di lei furono contattate Jodie Foster, Nicole Kidman (io felice che non abbia accettato, giuro) e Miss Demi Moore. Tutte e tre rifiutarono e così la produzione contattò Robin Wright. Il resto -possiamo dirlo – è storia.

 

  1. Siete figli di… regista e attore

Una delle scene iniziali, legata all’infanzia di Forrest, è il primo incontro tra lui e Jenny. Prima di trovare un posto a sedere, il piccolo Gump riceve diversi rifiuti. Tra i bambini che gli negano il posto, troviamo due figli di… Non sto insultando, sono proprio figli di VIP: uno dei bimbi è Alexander Francis Zemeckis, figlio del regista Robert. Tra le bambine scortesi, troviamo una biondina di nome Elizabeth Ann Hanks. Indovinate di chi è la figliola?

 

  1. Tenente Dan, dal Vietnam a CSI (passando per lo spazio e il braccio della Morte)

Gary Sinise è l’unico e intoccabile Tenente Dan. Personaggio difficile, viene salvato da morte certa dal nostro Forrest per vivere anni di disperazione, alcolismo e droghe, oltre che di totale incuranza da parte dello Stato (purtroppo capitò a migliaia di reduci del Vietnam). Per il ruolo del Tenente Dan, Sinise fu candidato all’Osca come Miglior attore non protagonista. Dal ruolo, anzi dal grado di Tenente, Sinise passa a quello di detective nella serie “CSI NY”. Piccola curiosità: le piastrine che Sinise indossò durante le riprese di “Forrest Gump” sono autentiche: appartengono a suo cognato, veterano della guerra in Vietnam.

 

  1. Il Vietnam in un campo da golf

“Forrest Gump” ebbe una lavorazione travagliata, soprattutto per via dei tagli budget che la Paramount minacciò (e applicò in diversi momenti): Per ricreare un paesaggio che si avvicinasse in maniera veritiera alle foreste vietnamite si optò per…un campo da golf in South Carolina. In particolare, il campo di Fripp Island fu teatro delle scene corali, rendendo -grazie alla post produzione e a una sapiente regia – l’idea del Vietnam.

  1. Sweet Home Alabama (e l’accento che non piaceva a Zemeckis)

Per entrare meglio nel personaggio e dargli una precisa caratterizzazione, Tom Hanks si mise a studiare l’accento del Sud degli Stati Uniti, in particolar modo dell’Alabama. A Robert Zemeckis non piacque particolarmente, almeno all’inizio. Poi si ricredette: in effetti, con l’accento “Southern”, il personaggio ebbe ancor più tridimensionalità.

 

Se, terminata la lettura di quest’articolo vi è venuta improvvisamente voglia di guardare una piuma che volteggia nel cielo e ci accompagna sino alla (ri)scoperta di uno splendido film, non siete gli unici. Tra risate, riflessioni e un po’ di lacrimucce (“Non sto piangendo, mi è entrato un Bubba negli occhi”), “Forrest Gump” è un film immortale. 

A. b. C. Alberto Caboni

A. b. C. Alberto Caboni

Nato l’anno dopo il trionfo del Mundial Spagnolo nella millenaria città di Cagliari, muove i suoi primi passi con una penna in mano, alla ricerca costante di fogli bianchi da riempire di lettere, parole, periodi, paragrafi. Dietro l’acronimo-pseudonimo si nasconde un essere senza volto (o quasi).

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